relazioni – Dott.ssa Donatella Valsi https://www.sentirepsicologia.it Psicologa Clinica - Individuale e di Coppia - Roma Nomentana - Montesacro - Guidonia e Online Mon, 21 Oct 2024 18:32:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.2 https://i0.wp.com/www.sentirepsicologia.it/wp-content/uploads/2019/12/cropped-profile.png?fit=32%2C32&ssl=1 relazioni – Dott.ssa Donatella Valsi https://www.sentirepsicologia.it 32 32 170221724 Come avere fiducia in se stessi e nella coppia https://www.sentirepsicologia.it/2023/01/04/manca-fiducia-partner/ Wed, 04 Jan 2023 21:22:03 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1974 La fiducia rappresenta un ponte sia verso se stessi e sia verso gli altri, in particolare nelle relazioni di coppia; in questo articolo, esploriamo insieme le sue peculiari caratteristiche. Buona lettura!

Dott.ssa Donatella Valsi – Psicologa Clinica

Fiducia: Il viaggio migliore è quello verso di Te 

In un precedente articolo, ho condiviso con i miei lettori come te, cos’è l’autostima, ossia la valutazione di se stesso, la considerazione che abbiamo nei nostri stessi riguardi, quanta fiducia abbiamo di noi come persone.

Avere fiducia in noi stessi, ci porta a sentirci bene sia nella propria interiorità sia verso gli altri; percepiamo di poter affrontare al meglio le situazioni, anche le più difficili, quelle che ci mettono a dura prova; inoltre, abbiamo una maggiore flessibilità nella vita.

Al contrario, quando non nutriamo fiducia in noi, avvertiamo molta  insofferenza: ci troviamo in una costante condizione di disistima, di disagio, e proviamo un senso di inadeguatezza.

Per giunta, siamo altamente critici verso noi stessi, notevolmente sensibili alle critiche ed al giudizio altrui. Ci sentiamo incapaci ed incompetenti… in un perenne confronto con gli altri ed il mondo. Questo tipo di vissuto implica un blocco che ci impedisce di vivere serenamente.

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente avrai sperimentato ciò che ho appena descritto…

La fiducia in se stessi influenza e condiziona profondamente la nostra emotività,il nostro mondo psicologico,i nostri pensieri,comportamenti e relazioni.

Perchè non hai fiducia in te?

Esercizio: “Cogli questo momento, per risponderti!”

Potrebbe essere per…

Raggiungere “chi pensiamo di dover essere” anziché “essere come siamo” può dimostrarsi una causa alla mancanza di fiducia in sé stessi.

Pensiamo di cambiare noi stessi, di migliorarci… secondo quali criteri?

Tutti gli sforzi che facciamo per cambiare noi stessi, probabilmente sono indotti da falsi miti, da idee, credenze anche esterne, dalla famiglia e dalla cultura di appartenenza, che ci spingono ad omologarci a modelli sociali, a comportarci secondo la consuetudine, perdendo di vista noi stessi, le nostre caratteristiche peculiari, la nostra unicità.

Conosci Te Stesso: La tua Personalità? <<< Leggi di più – potrai scoprire in questo articolo i tuoi punti di forza del carattere in modo da avere maggiore fiducia in te

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La Fiducia: il ponte verso l’altro

La fiducia è centrale per determinare il modo in cui iniziamo, manteniamo e sosteniamo la maggior parte delle nostre relazioni.

La Fiducia può essere considerata come una sorta di ponte: ci permette di relazionarci con l’altro, di avere delle relazioni sociali, di cooperare insieme per un obiettivo o progetto in comune; è un’apertura verso l’altro; ci consente di creare e mantenere diversi tipi di legame, dall’amicizia, all’amore.

Fidarsi dell’altro rappresenta un continuo scambio, una connessione tra noi stessi e l’altro ed il mondo circostante; ci fidiamo dell’altro per ricevere il supporto di cui abbiamo bisogno; ci fidiamo dell’altro e questo ci consente di sentirci al sicuro, ci sentiamo protetti perché sappiamo che l’altro ci sarà per noi.

Inoltre essa promuove la cooperazione, permettendo benefici a lungo termine che altrimenti non sarebbero ottenibili in altro modo. 

Paura: possiamo fidarci?

A livello intimo la fiducia interpersonale coinvolge le paure, le preoccupazioni e i desideri più profondi della persona. 

Se non riesco a fidarmi dell’altro (e se l’altro non mi sembra degno della mia fiducia) come confidare in una relazione duratura?

 Come dedicarmi completamente ai miei progetti con flessibilità e impegno costante se manca la sicurezza di ricevere sostegno o comunque di non essere ostacolati in qualche modo dalla persona che mi è vicina?

Come esprimere pienamente sé stessi e crescere se una relazione autentica non è presente, e ci sentiamo continuamente costretti ad adattarci a ciò che l’altro fa, dice e mostra di provare?

Ulteriori riflessioni…

Cambia qualcosa se di base sono molto diffidente oppure fiducioso, estroverso oppure introverso? 

Cambia qualcosa se la fiducia nell’altro viene messa alla prova sul lavoro o in un contesto informale e ludico, oppure in una situazione in cui un partner abbia tutto da perdere e l’altro tutto da guadagnare? 

E che peso hanno le motivazioni di fondo a stare nella relazione?

Esiste in ognuno di noi, un sistema subconscio un sistema subconscio per rilevare minacce e sicurezza <<< leggi di più >>>

Coppia: come possiamo fidarci l’uno dell’altro?

La fiducia si costruisce nei piccoli momenti della vita quotidiana, non con grandi gesti due volte l’anno. In ogni interazione, hai l’opportunità di rivolgerti al tuo partner o allontanarti da lui/lei.

Comprendiamolo meglio insieme…

Storia di vita: “ Un giorno torno a casa triste. Il mio compagno sta facendo le faccende domestiche. lui ha due scelte appena mi sente rientrare: Può mettere giù la scopa e mostrare preoccupazione per il mio stato d’animo o può continuare a spazzare,non notando come mi sento in quel momento;in sintesi, Può scegliere di dare priorità a me e alla nostra relazione o alla pulizia della casa. Questo è un momento prezioso per la nostra relazione anche se può sembrare “banale”;può rappresentare un ponte tra noi due,per la nostra connessione emotiva. C’è da dire che Un’occasione persa per connettersi non offuscherà la relazione. Ma nel tempo, se allontanarsi diventa la norma, la relazione ne risentirà”. 

Questo è un breve esempio per comprendere le nostre dinamiche di coppia.

L’essenza della costruzione della fiducia è la sintonizzazione: essere consapevoli delle emozioni del tuo partner o della tua partner; avendo una genuina curiosità verso di esse.

Cercare di comprendere il suo mondo psicologico, attraverso un ascolto empatico anche quando si hanno prospettive contrastanti.

Reminder: Ricordate, potete creare fiducia ogni giorno.

Dott.ssa Donatella Valsi

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Fonti:

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Rapporto di coppia: 7 passi per capire se è finito https://www.sentirepsicologia.it/2022/09/20/rapporto-di-coppia-finito/ Tue, 20 Sep 2022 16:29:57 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1840 Molte coppie hanno difficoltà a comprendere quando sia necessario migliorare il loro rapporto oppure scegliere di terminarlo; la mission di questo articolo è quello di cercare a far luce su di te, sul tuo rapporto di coppia e sulle tue perplessità in modo da prendere la decisione migliore

Mi sono interessata allo studio delle dinamiche sentimentali ed ho osservato come in un rapporto di coppia, il fuoco iniziale può spegnersi e si fatica a capire quando è necessario impegnarsi per migliorare il rapporto oppure terminarlo; in questo articolo di approfondimento, voglio cercare di aiutarti ed aiutarvi a prendere consapevolezza ed a far luce sulle tue perplessità e dubbi.

Iniziamo, prendendo in considerazione….

Cosa significa la parola “relazione ” ?

La parola relazione deriva dal latino “relatio”,a sua volta da relatus, participio passato di referre  che significa riferire, riportare, stabilire un legame, un rapporto, un collegamento.

Questa parola può avere diversi significati a seconda della situazione nella quale viene usata.

Precisamente in questo caso, faccio riferimento alla parola relazione, per indicare il legame tra due persone come avviene nel rapporto di coppia (può riferirsi anche ad altri tipi di legame come quelli d’amicizia, di lavoro).

E’ molto importante comprendere quando il nostro rapporto di coppia ,la nostra relazione ha la necessità di essere nuovamente alimentata, migliorata oppure (forse) staremo meglio senza quella persona…

Il 1# passo : Parti da te dalle tue emozioni

Come ho descritto in un precedente articolo, le emozioni che noi proviamo, sia con valenza “positiva” sia con valenza “negativa” mi permettono di capire il mio mondo interno, ciò che voglio, ciò che non voglio e mi consentono di stare nel mondo, di relazionarmi con esso e con le persone.

Riflettiamo insieme

Quali emozioni provi quando sei con il tuo/la tua partner?

Quali emozioni provi quando sei da sol* senza il/la tua partner?

Queste domande possono aiutarci ad identificare le emozioni che proviamo in queste specifiche situazioni.

Se ti senti confus* su ciò che provi, su ciò che provi per il tuo / la tua partner, puoi contattarmi in modo da fornirti il sostegno di cui hai bisogno.

Di solito, soprattutto in una relazione insoddisfacente, o che comunque è facile alle critiche ed al conflitto, possiamo provare emozioni con valenza “negativa” come rabbia, risentimento, gelosia

Pensi di aver bisogno di aiuto per capire cosa vuoi in merito al tuo rapporto di coppia?

Pensate sia meglio parlare entrambi con una psicologa?

Call conoscitiva gratuita individuale o di coppia

Passo #2: La storia di noi due

Il modo più semplice per capire se un rapporto di coppia è giunto  al termine è ascoltare quando i partner parlano di loro due, del loro rapporto di coppia.

A questo punto, possiamo chiederci:

I nostri ricordi sono per lo più positivi, anche con una buona dose di negatività (in presenza di eventi spiacevoli)?

Se abbiamo ricordi con valenza “positiva”, abbiamo vissuto momenti particolarmente difficili, li abbiamo superati (anche se con fatica!)… allora Si, c’è speranza. 

Ma se la negatività prende il sopravvento – se diventa difficile, persino impossibile, ricordare i bei tempi (Molte  coppie si concentrano solo sugli aspetti negativi della loro relazione)  –in questo caso, si dovrà capire se vale la pena continuare oppure è preferibile chiudere…

Passo #3: Debole simpatia e ammirazione

C’è una grande differenza tra un rapporto di coppia duraturo e uno che si separa.

Generalmente, le coppie felici raccontano la “storia di noi due” con calore, affetto e rispetto reciproco.

In un rapporto di coppia che si spezza ,si rompe, i partner tendono a ricordare prime impressioni sfavorevoli verso l’altro. Le parole che usano per descrivere la loro relazione sono fredde. La storia che le coppie infelici raccontano si concentrerà su una grande esplosione piuttosto che su momenti piacevoli e divertenti .

Passo #4: L’io domina il noi

Le coppie felici raccontano le loro storie con un senso di “noi” o di solidarietà. Si ha la sensazione che siano “in questo insieme”. Spesso le loro parole mostrano credenze, valori e obiettivi simili.

Quando la solidarietà e l’unione sono perse, i partner spesso descrivono la loro storia in un modo che enfatizza come li ha influenzati individualmente , piuttosto che come coppia. Danno la priorità a ciò che vogliono e ignorano le esigenze del loro partner.

E’ bene dire che Il conflitto è inevitabile in ogni relazione; ciò che conta è come vengono affrontati:  Le coppie infelici rimangono bloccate da questi argomenti ,dai problemi perché si concentrano su se stessi , e non su di loro.

Passo #5: Dettagli impersonali dei partner

Quando i partner in un rapporto di coppia hanno ricordi vividi e distinti l’uno dell’altro, è un segno che si capiscono e si rispettano a vicenda, e che si conoscono bene e fanno del loro meglio per stare lì l’uno per l’altro. È importante sapere cosa rende il tuo o la tua  partner triste o felice, o cosa gli interessa.

Le coppie che mancano di questa connessione non ricordano con umorismo o ricordi vividi. Parlano della loro storia in modo impersonale, non menzionando nulla di specifico l’uno dell’altro. Hanno perso le loro Mappa dell’amore l’una per l’altra.

Passo #6: le lotte relazionali ti allontanano

Le coppie che parlano della loro storia come caotica sono spesso infelici. Le storie che condividono non riguardano lo stare insieme o imparare da esperienze negative. È particolarmente chiaro che i problemi e i conflitti del passato non hanno rafforzato il loro legame anzi; Li ha allontanati.

In un rapporto di coppia felice, invece, entrambi esprimono con grande orgoglio la loro capacità di superare insieme momenti difficili. Glorificano la difficoltà e parlano di come ha rafforzato il loro legame. Sono stati in grado di usare le difficoltà come catalizzatore per crescere ed essere più vicini tra loro. Queste coppie condividono insieme un significato profondo e uno scopo di vita.

Ciò che conta è come le coppie interpretano gli eventi negativi e positivi della loro storia. Anche se ci sono una serie di eventi negativi, le coppie felici possono discutere di come sono cresciute insieme da quegli eventi, anche se hanno provocato una disconnessione temporanea.

Passo #7: Il rapporto di coppia non è all’altezza delle tue aspettative

È un chiaro segno che una coppia è a rischio di separarsi quando un partner esprime delusione per il suo rapporto. Quando questi partner ricordano le scelte del passato, spesso esprimono cinismo sull’impegno a lungo termine. E quando fanno quelle dichiarazioni ciniche, sono brevi e non cercano di spiegare le sfumature della situazione.

Invece, I partner soddisfatti credono che la loro relazione abbia soddisfatto le loro aspettative. Una coppia felice descrive di sapere che il loro partner era giusto per loro, anche se hanno affrontato qualche problema lungo la strada.

Messaggio finale

Mi auguro che questo articolo ti abbia fatto riflettere sul tuo rapporto di coppia fornendoti ulteriori riflessioni per comprendere meglio la situazione che vivi con maggior chiarezza.

Dott.ssa Donatella Valsi – Terapia di Coppia

A Roma o in modalità online

Via G.Luca Squarcialupo n. 3
Viale Marco Polo n. 86
Roma

Fonti:

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Cosa aspettarsi quando si va alla terapia di coppia https://www.sentirepsicologia.it/2022/08/08/terapia-di-coppia-cosa-serve/ Mon, 08 Aug 2022 16:11:56 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1762

Questo articolo esplora come funziona e come si svolge la terapia di coppia in modo da fornirvi le informazioni che necessitate conoscere

terapia di coppia cosa aspettarsi psicologa roma

Dott.ssa Donatella Valsi

Psicologa Clinica

Roma e Online

www.sentirepsicologia.it

Com’è davvero la Terapia Di Coppia 

(introduzione,descrizione,obiettivi)

La terapia di coppia consiste nell’aiutarvi ad imparare e ad introdurre concretamente nella vostra quotidianità alcuni strumenti in modo da migliorare la vostra relazione sentimentale. 

La terapia di coppia è utile per imparare  a come essere partner migliori se si riscontra che questo non si verifica nella realtà o se questa qualità è mutata nel corso del tempo ; un modo per essere un partner migliore è sicuramente cambiare il nostro modo di comunicare ed ascoltare attivamente e con empatia il proprio / la propria partner;ciò può essere imparato durante un percorso psicologico di coppia.

Bauman: ‘Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione’

La psicologa o lo psicologo di coppia lavora anche per rimuovere l’idea che essere in conflitto sia un male o il pensare di fare qualcosa di sbagliato se non si è d’accordo con il / la partner. 

E’ bene dire che I conflitti sono naturali : l’importante è trasformare “il conflitto distruttivo” in “costruttivo”; e questo può verificarsi mediante la terapia di coppia.

Inoltre, la psicologa  può capire dove si sperimentano gli ostacoli nell’approccio al conflitto e come si affrontano le risposte fisiologiche agli stati emotivi; Può anche valutare i tentativi di riparazione dopo un conflitto.

Ti presento il Metodo Gottman, l’orientamento teorico da me scelto, clicca per saperne di più

Secondo il Dr. John Gottman, le coppie aspettano in media sei anni prima di prendere la decisione di cercare una terapia di coppia. Sono sei lunghi anni passati a battere la testa contro il muro sperando in un risultato diverso. Questo è anche il tempo più che sufficiente per aver coltivato alcune abitudini di comunicazione inefficaci e persino decisamente inutili.

Importanza della valutazione iniziale di coppia 

Cosa valuta la psicologa ?

All’inizio del percorso, la psicologa ha bisogno di avere la possibilità di entrare nel tuo mondo, il tuo e quello del / della  partner, cercando con il  passare del tempo nel corso dei colloqui, di  capire come interagite tra di voi e quali sono i punti deboli e di forza della vostra relazione.

La valutazione di coppia identifica ciascuna delle due rispettive personalità, dei propri bisogni, ciò che  innesca i partner nei litigi e come vengono affrontati gli episodi spiacevoli della vita. Implica capire come le due individualità si incontrano e come reagiscono reciprocamente. 

L’incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: se cè una reazione, entrambi si trasformano. ( C.G. Jung) 


Psicologa di coppia Roma Online Donatella Valsi

La mia formazione specifica al Metodo Gottman per la Terapia di coppia, mi permette di condurre una valutazione strutturata e approfondita delle coppie con cui lavoro. 

Dott.ssa Donatella Valsi

Seguendo questo approccio, è importante ascoltare i rispettivi partner, uno ad uno in modo da esprimere le proprie preoccupazioni e speranze su ciò che la terapia può realizzare; inoltre, fin dall’inizio è fondamentale costruire una relazione di fiducia con l*  psicolog* in modo da sentirsi sicuri che vi possa comprendere ed aiutare.

Restituzione finale alla coppia

Al termine dei colloqui di valutazione, mediante la sessione di restituzione si mostrano i risultati emersi o meglio i punti di forza (perché tutte le coppie li hanno) e le aree di crescita, da migliorare.

 Questa sessione di restituzione finale,  non ha lo scopo di farvi sentire imbarazzati o preoccupati per i vostri sentimenti ! 

E’ necessaria per presentare gli esiti specifici della coppia (ogni coppia ha le sue peculiarità) e definire insieme gli obiettivi da raggiungere. 

Cosa aspettarsi dalla Terapia di Coppia ?

  • E’ bene dire che la crisi o un problema di coppia è responsabilità di entrambi; non si punta il dito contro l’altro, aggravando le sue colpe ma anzi è importante riconoscere la co-responsabilità di entrambi
  • Importanza della propria individualità: In alcuni casi, seguendo le indicazioni del professionista, il percorso psicologico individuale può influire e beneficiare ulteriormente la terapia di coppia; Inoltre, la terapia di coppia permette anche di compiere un  lavoro individuale e di messa in discussione dei propri comportamenti, di primaria importanza per la buona riuscita.
  • Motivazione a cambiare: Per iniziare, ogni partner deve essere d’accordo e soprattutto motivato  e pronto al cambiamento.
  • Continuità: La terapia di coppia non si esaurisce con ogni appuntamento concordato insieme ma continua al di fuori della seduta mediante lo svolgimento di specifici “compiti a casa”.
  • Aspettative irrealistiche: La terapia di coppia non risolve tutti i nostri problemi ma ci potrebbe insegnare i modi per saperli affrontare in maniera più efficace.
  • Aumentare la comunicazione: Permette di dirsi cose che non si è mai detti o rivelare informazioni nuove.

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Come superare il Tradimento di Coppia https://www.sentirepsicologia.it/2022/03/23/superare-un-tradimento-partner/ Wed, 23 Mar 2022 17:26:56 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1588

L’articolo descrive ciò che si prova sia quando si attua un tradimento e sia quando lo si subisce: entrambi i partner possono vivere un’esperienza dolorosa che insieme possono superare

Tradimento di coppia come superare psicologa roma online

Sentirsi traditi dal propri* partner è un’esperienza altamente spiacevole; possiamo sentirci tali in diverse circostanze :  quando si verifica la divulgazione dannosa di informazioni riservate, la slealtà, l’infedeltà, la disonestà.

Tutto ciò possiamo viverlo con una notevole angoscia, disperazione e possiamo sentirci delusi.

Chi vive l’infedeltà può sentirsi come se fosse sulle montagne russe emotive; Tanto che la maggior parte delle coppie coinvolte nella tragedia di una relazione possono affermare di non aver mai provato emozioni così intense.

Vivere il Tradimento

Il partner tradito può sentirsi danneggiato dalle azioni intenzionali e dalle omissioni di verità dell’altro; Il tradimento viene scoperto e con esso entra in frantumi la fiducia e l’idea che avevamo dell’altro e della nostra relazione.

Ad esempio, molti partner traditi rimuginano sull’infedeltà e chiedono:

“Come ha potuto il/la mi* partner farmi questo?” o “Ho così tanta rabbia e risentimento che mi spaventa. Non potrò mai più fidarmi di lui/lei”.

D’altra parte, il partner traditore dice spesso:

“Ero solito implorare al mio partner più attenzione che sono riusciut* ad ottenere dal /dalla mi* amante. Non sono sicur* che il/la mi* coniuge si fiderà mai più di me, non importa quello che fa per mettermi alla prova”.

Il tradimento può avere molteplici significati: può essere vissuto come violazione della promessa, come un atto ricercato ed intenzionale, come danno morale, come traumatico, come delusione.

Effetti del Tradimento

Gli effetti del tradimento includono shock, perdita e dolore, preoccupazione morbosa, autostima danneggiata, insicurezza, rabbia.

Non di rado producono cambiamenti che alterano la vita vissuta fin in quel momento.

Gli effetti negativi del tradimento non vengono vissuti solo dal partner tradito ma anche dal traditore; quest’ultimo può sentirsi colpevole, indegno, ed iniziare a svalutarsi completamente.

Salute Mentale & Tradimento

Gli effetti di un tradimento catastrofico sono più rilevanti per le persone che soffrono di disturbi mentali, in particolare in chi soffre di disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e disturbo post-traumatico da stress.

Comprendere il Tradimento

Per poter comprendere meglio, è fondamentale tener presente che i tradimenti di regola non compaiono dal nulla.

Esaminando i dati relativi a centinaia di coppia all’interno delle quali c’erano stati dei tradimenti, John Gottman, studioso nel campo della terapia di coppia, ha scoperto ben 24 segni premonitori che lasciavano presagire e di fatto portano a un successivo tradimento.

Gli studi dedicati alle coppie afflitte da un tradimento hanno rivelato che, all’inizio, i partner o i coniugi spesso sono felici e innamorati;

Con il passare del tempo, però, le loro scarse abilità di gestione dei conflitti presentano il conto e le liti divengono sempre più aspre, oppure cessano completamente.

 Alla fine  in entrambe le modalità li portano a chiudersi ed a evitare del tutto di discutere riguardo i temi su cui si trovano in disaccordo.

Dopo un pò rinunciano a qualsiasi forma di sincera discussione, ignorandosi reciprocamente.

Lentamente si chiudono nella più profonda solitudine.

Proprio nel momento in cui sprofondano negli abissi più desolati, ecco che uno dei due partner scopre una bellissima nuova fonte di vitalità.

Non passa molto tempo ed ecco che c’è un’altra..

Un’altro …quello che ascolta, quella che ride,che capisce che porta brioches fresche ogni mattina.

Generalmente, possiamo affermare che l’incapacità di gestire i conflitti, le discussioni ed i litigi, portano i partner ad allontanarsi sempre di più ed a perdere la loro connessione emotiva reciproca.

Ovviamente, questo rappresenta uno dei motivi possibili per attuare un tradimento.

La fiducia come causa del Tradimento

Contrariamente a quello che molti credono, non si tratta di immoralità o debolezza di carattere, del desiderio selvaggio o dalla tentazione sfrenata.

I tradimenti si verificano a causa di un’erosione della fiducia coniugale che ha inizio molto prima del tradimento vero e proprio.

Il crollo della fiducia si verifica quando i partner si allontanano sempre di più l’uno dall’altro; gli apprezzamenti vengono messi a tacere anziché essere espressi ;  le opinioni critiche di un coniuge hanno il sopravvento e infine iniziano i confronti con gli altri che gettano un’ombra di negatività sul partner.

Tutto questo infetta e alla fine distrugge l’intimità di coppia.

Come costruire la fiducia dopo l’infedeltà

IMPARARE A FIDARSI DI NUOVO

Imparare a fidarsi di nuovo dopo il tradimento è un processo lento ed estremamente impegnativo. Entrambi i partner devono prima accettare che ognuno di loro ha del lavoro da fare per riprendersi dal dolore.

Il Dr. John Gottman spiega che ripristinare la fiducia è un’azione piuttosto che una credenza.

Si tratta più di considerare ciò che fa il tuo partner piuttosto di quello che dice .

E’ possibile superare la sfiducia e il risentimento dopo il tradimento.

La coppia potrà davvero superare un tradimento quando riuscirà a gestire questa ferita emotiva mettendola in una prospettiva nuova: cioè quando non sarà solo occasione di dolore ma quando si sarà rivelata un’occasione utile per crescere e cambiare insieme.

Dott.ssa Donatella Valsi Psicologa Clinica e di Coppia

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Fonti:
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La Connessione emotiva: l’ingrediente d’amore https://www.sentirepsicologia.it/2021/09/07/la-connessione-emotiva-legame/ Tue, 07 Sep 2021 09:51:11 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1393

Viene esplorato come la connessione emotiva di coppia, la quale ha delle forti ripercussioni sulla relazione e sulla salute psicologica dei partners

legame emotivo psicologa di coppia

Connessione emotiva della coppia : cos’è?

Avere una connessione emotiva significa che puoi andare dal/dalla tu* partner e condividere qualsiasi cosa. È la consapevolezza che sia tu che il/la partner avete empatia reciproca.

Sai che il/la tu* partner sarà sempre lì per te, indipendentemente dalle circostanze.

 I legami emotivi si basano sulla fiducia e sulla sicurezza che i partner possono offrirsi reciprocamente.

Quanto è importante una connessione emotiva in una relazione? Tanto!

Qual ‘è l’ingrediente segreto per la connessione emotiva?

Fondamentale per la connessione emotiva è la sicurezza emotiva.

La dottoressa Sue Johnson, creatrice della Terapia di coppia focalizzata sull’emozione, afferma precisamente che il bisogno più importante dell’umanità è una connessione emotiva sicura.

La sicurezza emotiva ci consente la libertà di collaborare, sognare, essere creativi, condividere idee, provare maggiore compassione ed esprimerci liberamente gli uni con gli altri.

Le ultime ricerche in neurobiologia mostrano che la sicurezza emotiva è uno degli aspetti più importanti di una connessione soddisfacente in una relazione d’amore. Dobbiamo sentirci al sicuro prima di essere in grado di essere vulnerabili e, come ci ricorda 

Brené Brown, “La vulnerabilità è il luogo di nascita dell’amore, dell’appartenenza, della gioia, del coraggio, dell’empatia, della responsabilità e dell’autenticità”.

Alcune persone vengono scoraggiate dall’idea di dare priorità alla sicurezza nella loro relazione perché equiparano una relazione “sicura” a una “noiosa”, ma si scopre che la relazione sicura che tutti desideriamo viene coltivata meglio quando ci sentiamo al sicuro.

L’attaccamento sicuro crea un legame emotivo tra due partner di stabilità, intimità e fiducia.

Quando il nostro corpo e la nostra mente sperimentano la sicurezza, il nostro sistema di impegno sociale ci consente di collaborare, ascoltare, entrare in empatia e connetterci, oltre ad essere creativi, innovativi e audaci nel nostro pensiero e nelle nostre idee. Questo ha benefici positivi per le nostre relazioni e per le nostre vite in generale.

Per saperne di più su come costruiamo le nostre relazioni interpersonali (non solo quelle romantiche) puoi approfondirlo qui .

Benefici della connessione emotiva di coppia

Mantenere la connessione emotiva relazionale, permetterà al tuo rapporto di sperimentare una minore distanza emotiva, ciò vorrà dire che la coppia vivrà minori problemi emotivi. Inoltre promuove il perdono, l’impegno e aumenta il morale.

Ecco i vantaggi di una connessione emotiva tra due partner amorevoli.
  • Durata della relazione più longeva

Una connessione emotiva può aiutarti a legarti per molto tempo con il partner.

  • Una miglior Intimità di coppia

Quando sei emotivamente connesso, la tua vita intima sarà meravigliosa anche nella sfera sessuale. L’intimità fisica e il tocco fisico come il tenersi per mano, aumenta le connessioni romantiche sia per gli uomini che per le donne.

  • Migliora il tuo umore generale

 Quando sei veramente legato emotivamente con qualcuno in una relazione intima, il tuo corpo rilascia l’ormone che migliora l’umore chiamato ossitocina. Questo ormone migliora naturalmente il tuo senso di autostima, fiducia, ottimismo e fa scattare la parte del tuo cervello che forma legami. L’ossitocina è anche utile per altri aspetti della vostra salute. Ad esempio, aumenta l’orgasmo, riduce lo stress, migliora la motilità intestinale, abbassa la pressione sanguigna, riduce il cortisolo e richiede una guarigione più rapida.

Come creare la connessione emotiva?

  1. Conosci emotivamente il/la partner e rispettilo/rispettala

Conoscersi a livello emotivo può aiutare a costruire un rispetto reciproco che è essenziale per una relazione a lungo termine e salutare. Mostrare rispetto è essenziale nelle relazioni sane. Ciò significa che apprezzi il tuo partner, consideri i suoi pensieri e sentimenti e li rispetti come persona, non solo come tuo partner. Il rispetto mostrato ti aiuta a sentirti apprezzato dal tuo partner.

  1. Fate conversazioni fantastiche insieme

E’ bello essere in grado di condividere la tua vita con qualcuno con cui puoi avere una conversazione profonda e significativa? Essere emotivamente in sintonia significa essere in grado di parlare di qualsiasi cosa, da argomenti più banali ad argomenti più seri.

  1. Comunica ciò che senti

Non c’è niente di più frustrante di sapere come ti senti e non essere in grado di esprimerlo a parole con il/la tu* partner. Quando la tua relazione ha una profonda connessione emotiva, sei più in sintonia con i desideri e le esigenze degli altri. Sai come comunicare con loro ed altrettanto importante, sai anche come ricambiare.

  1. Create un legame di fiducia e sicurezza

Quando sai che puoi sempre contare sul tuo partner, il tuo legame emotivo diventa ancora più forte. Inoltre, non hai paura di discutere con lui ma sei in grado di comunicare chiaramente sapendo che non importa quale sia la discussione (è bene evidenziare che esistono discussioni costruttive!) , lui o lei rimarrà.

  1. Divertitevi di più insieme

Quando sei in una relazione con qualcuno che ti capisce e si connette con te a livello intimo, ti divertirai di più insieme. L’intimità emotiva rende una relazione divertente, sicura e sorprendente.

  1. Non smettete mai di parlavi

 Il modo più efficace per sviluppare una connessione emotiva con il tuo partner è parlare. Il legame che si crea attraverso interessi comuni, esperienze passate e obiettivi futuri, rafforzerà la tua relazione.

La Scienza dell’Amore

Dopo aver osservato migliaia di coppie nel Lov Lab ovvero il “laboratorio dell’amore”, aperto per la prima volta nel 1986 presso l’Università di Washington dal Dr. John Gottman per più di quattro decenni,si è scoperto che la maggior parte delle coppie non discutevano su argomenti specifici come le proprie finanze,il sesso, la genitorialità o avere a che fare con suoceri difficili.

Invece, la maggior parte delle coppie in esame discutevano a causa di un fallimento di connessione emotiva.

Infatti i loro discorsi riguardavano su come un partner potrebbe non prestare molta attenzione ai bisogni dell’altro, e/o per le cose a cui il loro partner tiene.

Cosa spinge le coppie a perdere il loro legame emotivo?

La risposta può essere piuttosto complessa.

La ricerca scientifica dei coniugi Gottman, evidenzia come si possono  aiutare le coppie a riconnettersi, mediante ciò che definiscono “ avere un conto bancario emotivo”.

Il conto bancario emotivo: Avvicinarsi all’altro invece di allontanarsi

In sostanza, quando ti rivolgi alle offerte del tuo partner per la connessione,stai effettuando un “deposito” nel tuo conto bancario emotivo. E quando ti allontani dal tuo partner, fai un “prelievo”. Proprio come un vero conto bancario, un saldo zero è un problema e un saldo negativo è la vera zona di pericolo.

Un conto bancario emotivo cresce quando i partner effettuano più depositi che prelievi.

In uno studio di follow-up di sei anni sulle coppie di sposi, le coppie che sono rimaste sposate si sono rivolte alle offerte del loro partner per la connessione emotiva l’86% delle volte in laboratorio, mentre quelle che hanno divorziato hanno girato in media il 33%. La differenza tra coppie felici e infelici è il modo in cui gestiscono il loro conto bancario emotivo.

Quando il conto bancario emotivo è in rosso, i partner tendono a mettere in discussione le reciproche intenzioni e si sentono disconnessi, o addirittura soli.

Per approfondire il tema della solitudine,clicca qui.

Ma quando il conto bancario emotivo è in verde, i partner tendono a darsi l’un l’altro il beneficio del dubbio durante il conflitto. Mantengono la loro relazione nella prospettiva positiva.

Cosa succede quando non siamo connessi al nostro partner?

Le sottili minacce della disconnessione

I due partner possono vivere lontani l’uno dall’altro e subire un forte carico stressante.  I loro volti, le loro voci e i loro corpi sono tesi, riflettendo l’ansia che sentono dentro.

Quando finalmente si riuniscono, invece di provare gioia e connessione, discutono. Possono essere critici l’uno verso l’altro ed attaccarsi a vicenda. I partner possono sentirsi abbandonati. Nessuno dei due partner si sente al sicuro.

Quando la coppia non si sente al sicuro, questo si riflette anche nei loro corpi che non vogliono impegnarsi, connettersi o fornire il calore emotivo di cui la relazione ha bisogno per prosperare.

Connessione emotiva di coppia : un’ottima alleata per combattere lo stress

Nello studio “Intimacy as Related to Cortisol Reactivity and Recovery in Couples Undergoing Psychosocial Stress” è emerso come la vicinanza emotiva e fisica potrebbe innescare meccanismi biologici che sono alla base degli effetti benefici per la salute delle relazioni di coppia; pertanto l’intimità è correlata alla reattività e al recupero del cortisolo(ormone dello stress) nelle coppie sottoposte a stress psicosociale.

Verso la connessione emotiva con il tuo partner…

 Oggi nota come il tuo partner potrebbe segnalarti che desidera più connessione con te. Potresti anche prendere appunti per ricordare le offerte comuni per la connessione che vedi utilizzare dal tuo partner. Inoltre, inizia a notare le tue offerte di connessione.


Psicologa clinica e di coppia Online Roma

Se hai la necessità di parlare con un professionista insieme al tuo/alla tua partner per migliorare la vostra connessione emotiva o per altre problematiche: potete contattarmi.

Offro Consulenza e Sostegno Psicologico di coppia – Roma e in modalità Online

— Dott.ssa Donatella Valsi, psicologa clinica
Fonti

Emotional Safety is Necessary for Emotional Connection (gottman.com)

Intimacy as Related to Cortisol Reactivity and Recovery in Couples Undergoing Psychosocial Stress – PubMed (nih.gov)

Invest in Your Relationship: The Emotional Bank Account (gottman.com)

L’amore lo si fa parlando, la connessione emotiva è più importante di quella fisica (fidelityhouse.eu)


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Emozioni Secondarie : Conosciamole https://www.sentirepsicologia.it/2021/03/15/emozioni-secondarie-conosciamole/ Mon, 15 Mar 2021 18:25:58 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1072 L’ articolo esplora le diverse emozioni definite secondarie dalla psicologia e consiglia cosa fare per divenire maggiormente coscienti del proprio mondo emotivo
Emozioni secondarie psicologa roma

In un precedente articolo, abbiamo esplorato l’importanza delle emozioni nella nostra vita e come queste ci permettono di comunicare sia a noi stessi che agli altri ciò che proviamo e pensiamo.

Più nello specifico, abbiamo approfondito :

Le emozioni si possono categorizzare ?

Abbiamo indagato come la scienza in ambito psicologico racchiude le emozioni in due macro-categorie:

Le Emozioni Primarie

Sono chiamate così perché sono innate e provate da tutte le popolazioni del mondo ovvero sono universali.

Quali sono le emozioni primarie?

                                         Rabbia,Paura,Tristezza,Gioia

Sorpresa,Disprezzo,Disgusto…

Le emozioni Secondarie

Sono emozioni più complesse che si originano dalla combinazione delle emozioni primarie, quelle appena descritte, e si sviluppano nel corso del tempo e con l’interazione sociale.

Possono essere sperimentate mediante l’introspezione o l’autocoscienza personale.

Quando compaiono le emozioni secondarie?

A partire dai 2 anni si sviluppa nel bambino una prima forma di autocoscienza e di introspezione che lo pone in grado di percepirsi come possibile oggetto delle attenzioni e dell’osservazione altrui.

A livello comportamentale tale stadio è caratterizzato dalla capacità del bambino, ad esempio, di riconoscere la propria immagine allo specchio: il riconoscimento allo specchio rappresenta dunque uno stadio evolutivo cruciale per diversi approcci teorici psicologici come la psicoanalisi e di stampo cognitivo.

Le emozioni secondarie implicano il concetto che una persona ha di sé.

Quali sono le emozioni secondarie?

Allegria, Invidia, Vergogna…

Ansia, Rassegnazione, gelosia

Speranza, colpa, orgoglio…

rimpianto,offesa,nostalgia

rimorso,delusione…   

…(e naturalmente molte altre).

Focalizziamoci su ognuna di queste emozioni secondarie …

L’ American psycological Association (APA) conferisce ad ognuna le seguenti definizioni:

Invidia

E’ un’emozione negativa di malcontento e risentimento generata dal desiderio per i beni, gli attributi, le qualità o le conquiste di un altro (il bersaglio dell’invidia).

A differenza della gelosia, con la quale condivide certe somiglianze e con la quale viene spesso confusa, l’invidia deve coinvolgere solo due individui – l’invidioso e l’invidiato – mentre la gelosia implica sempre un trio.

Vergogna

E’ un’emozione autocosciente altamente spiacevole derivante dalla sensazione che ci sia qualcosa di disonorevole, immodesto o indecoroso nella propria condotta o nelle proprie circostanze.

È tipicamente caratterizzato dal ritiro dal rapporto sociale – ad esempio, nascondendo o distraendo l’attenzione di un altro dalla propria azione vergognosa – che può avere un profondo effetto sull’adattamento psicologico e sulle relazioni interpersonali.

La vergogna può motivare non solo il comportamento evitante, ma anche la rabbia difensiva e di ritorsione.

La ricerca psicologica riporta costantemente una relazione tra la propensione alla vergogna e una serie di sintomi psicologici, tra cui depressione, ansia, disturbi alimentari, sociopatia subclinica e bassa autostima.

Si teorizza anche che la vergogna svolga una funzione adattativa più positiva regolando esperienze di interesse ed eccitazione eccessivi e inappropriati e diffondendo comportamenti sociali potenzialmente minacciosi.

Appare il senso di colpa.

Ansia

E’ un’emozione caratterizzata da apprensione e sintomi somatici di tensione in cui un individuo anticipa un pericolo, una catastrofe o una sfortuna imminenti.

Il corpo spesso si mobilita per affrontare la minaccia percepita: i muscoli diventano tesi, la respirazione è più veloce e il cuore batte più rapidamente.

L’ansia può essere distinta dalla paura sia concettualmente che fisiologicamente, sebbene i due termini siano spesso usati in modo intercambiabile.

L’ansia è considerata una risposta orientata al futuro e ad azione prolungata ampiamente focalizzata su una minaccia diffusa, mentre la paura è una risposta appropriata, orientata al presente e di breve durata a una minaccia chiaramente identificabile e specifica.

Per maggiori approfondimenti può consultare i seguenti articoli:

Rassegnazione

E’ un atteggiamento di arrendersi alla propria situazione o ai propri sintomi.

Gelosia

E’ un’emozione negativa in cui un individuo si risente di una terza parte che può sembrare (o è probabile che porti via) gli affetti di una persona cara.

La gelosia richiede un triangolo di relazioni sociali tra tre individui: colui che è geloso, il partner con cui l’individuo geloso ha o desidera una relazione e il rivale che rappresenta una minaccia preventiva a quella relazione.

Le relazioni romantiche sono la fonte prototipica della gelosia, ma qualsiasi relazione significativa (con genitori, amici, ecc.) è in grado di produrla.

Differisce dall’invidia in quanto tre persone sono sempre coinvolte.

Speranza

E’ un’aspettativa di avere esperienze positive o che una situazione potenzialmente minacciosa o negativa non si concretizzerà o alla fine si tradurrà in uno stato di cose favorevole.

La speranza è stata caratterizzata nella letteratura psicologica in vari modi, anche come forza del carattere; un’emozione; una componente della motivazione che è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi; un meccanismo che facilita la gestione di perdite, malattie e altri stress significativi; o una combinazione integrata di queste caratteristiche.

Nostalgia

E’ un desiderio di tornare a un periodo o condizione di vita precedente ricordato come migliore del presente in qualche modo.

Può anche manifestarsi come il desiderio di tornare in un luogo in cui ci si sente emotivamente legati (ad esempio, casa o terra natale).

Rimorso

E’ un forte senso di colpa e rimpianto per un’azione passata.

E’ possibile avere una maggiore conoscenza e consapevolezza delle nostre emozioni?

La risposta è Si.

La Mindfulness può aiutarci nell’esplorazione delle nostre sensazioni corporee, pensieri ed emozioni .

La scrittura terapeutica,invece, è un altro strumento che possiamo utilizzare per focalizzarci non solo su quanto ci accade ma soprattutto su come viviamo ciò che ci accade.

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

Fonti
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Capire il proprio mondo emotivo https://www.sentirepsicologia.it/2020/12/14/emozioni-psicologa-guidonia/ Mon, 14 Dec 2020 19:21:57 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1024 L’articolo tratta come sia importante conoscere se stessi conoscendo le proprie emozioni per il benessere psicofisico e relazionale
Conoscere Emozioni psicologia

Ho scelto come argomento per questo articolo  “ capire il proprio mondo emotivo” perché trovo sia molto importante imparare a conoscere noi stessi, e le emozioni possono rappresentare dei validi segnali che il mio corpo e la mia mente mi inviano per parlarmi dei miei bisogni e desideri e dunque di agire per raggiungerli.

Nei precedenti articoli abbiamo parlato delle emozioni e della loro importanza verso noi stessi e per le nostre relazioni interpersonali.

Cosa sono le emozioni?

Possiamo iniziare a capire cosa sono le emozioni, basandoci e riflettendo sull’origine del termine.

L’etimologia della parola emozione è da ricondursi al latino “emovère” ( ex = fuori + movere = muovere ),significa letteralmente “ portare fuori”, smuovere.

Da ciò posso dire che le emozioni sono presenti da dentro di noi e si manifestano all’esterno.

Cosa sono le emozioni? Continua a leggere l’articolo qui

Le emozioni…

Infatti, le emozioni comportano dei cambiamenti corporei non solo interni ma anche visibili e consentono di comunicare l’esperienza emotiva e anche di  riflettere su di essa.

Perché le emozioni sono così importanti?

Ci forniscono informazioni per comprendere i nostri stati emotivi.

Non solo mi  consentono di difendermi ma mi aiutano a comprendere i miei stati emotivi ed a relazionarmi con gli altri facendo trasparire le mie espressioni emotive.

Le emozioni come comunicazione con l’altro

Queste sono assolutamente fondamentali per costruire le relazioni di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.

La nostra capacità di sentire ed esprimere noi stessi è fondamentale per  amicizie di successo , relazioni sentimentali , per la genitorialità e il nostro impatto e successo sul lavoro.

Inoltre le emozioni mi aiutano a capire lo stato emotivo delle persone circostanti.

Mi permettono a relazionarmi con gli altri.

Infatti, facendo trasparire le mie espressioni emotive posso entrare in relazione con le persone e questo mi permette di comunicare.

Difatti,le relazioni interpersonali che ci trasmettono tranquillità, ci fanno sentire a nostro agio,ci permettono di stabilire una connessione emotiva con quella particolare persona, ci fanno vivere un’esperienza emotiva positiva.

Approfondimento : La Costruizione delle relazioni interpersonali

Apprezzare noi stessi…

Bellezza è apprezzare se stessi.

Quando ami te stessa,quello è il momento in cui sei più bella.

(Zoe Kravitz)

Conoscere le proprie emozioni: accettare ciò che proviamo

Negli articoli precedenti, ho illustrato la diversità delle emozioni che tutti noi possiamo sperimentare: possiamo passare dall’esprimere un’emozione con valenza positiva come la gioia o la sorpresa o un’emozione con valenza negativa come rabbia e paura.

Quando proviamo un’emozione negativa, soprattutto se questa data emozione perdura per diverso tempo e influisce negativamente sulla nostra vita, possiamo ulteriormente aggravare, amplificare la situazione;

ad esempio, possiamo iniziare a detestare l’emozione negativa provata;

possiamo iniziare ad identificarci con quella emozione e se continuiamo a non accettarla , possiamo finire perfino a non accettare noi stessi.

Come possiamo accettare le emozioni?

Accettare le emozioni così come sono

Probabilmente, per qualsiasi motivo, potremo ignorare l’emozione che proviamo.

Per esempio, un vigile del fuoco, potrebbe ignorare l’emozione di paura e di dolore che prova mentre è intento a spegnere un incendio; ma se in alcune circostante, evitare le proprie emozioni potrebbe dimostrarsi una strategia di difesa fondamentale e funzionale per l’attività che stiamo svolgendo, in altre situazioni, evitare ciò che l’emozione vuole dirci, segnalarci, potrebbe non funzionare!

Infatti, L’espressione emotiva è fondamentale per la nostra salute fisica, la salute mentale e il benessere generale.

Una sana espressione emotiva è collegata a una migliore capacità di gestire lo stress e gestire il dolore , nonché a una migliore funzione immunitaria.

Quindi esprimere efficacemente le nostre emozioni, non solo ci aiuta a fronteggiare lo stress e il dolore , inoltre, mi permette di godere di una buona salute psicofisica.

Piccoli consigli per gestire le Emozioni

Di seguito, vengono illustrati delle indicazioni utili.

1️⃣ Spegni il cellulare, la tv, qualunque cosa sia fonte di distrazioni e RALLENTA : essere in continuo movimento è uno dei modi possibili che usiamo per non sintonizzarci e sentire le nostre emozioni.

2️⃣ Entra in contatto con il tuo corpo

3️⃣ Riconosci le tue emozioni, dargli un NOME e se vuoi, Parla ad Alta Voce per prendere maggiormente coscienza di te

4️⃣ Che sia Rabbia, Gioia, Paura, Tristezza… Accettalo! Infatti ciò che sentiamo non è ne buono né cattivo, tutto ciò è determinato dalle nostre percezioni, rappresentazioni personali, dai nostri atteggiamenti.

5️⃣Infine, Ascoltati e comprendi se hai la necessita di un supporto come un percorso psicologico o attività di rilassamento, consapevolezza e meditazione!

Mente-Corpo-Emozioni

Ogni pensiero crea un colore,
e quel colore viene trasferito anche al corpo.
Quando la tua mente è felice, il tuo viso si illumina.
Non avvelenarti con pensieri cattivi.
Pensa bene, starai bene.
Pensa male, starai male.

Dipende tutto dai tuoi pensieri.
Più rimurgini un pensiero negativo,
tanto più esso viene rafforzato.
Se lo ignori, lo farai morire di fame.
Se i tuoi pensieri saranno impuri, il tuo corpo,
la tua mente, la tua vita, saranno impuri.
Diventi quello che pensi.
Allena i tuoi occhi a vedere sempre
il lato positivo di ogni cosa.
Coltiva il positivo.

(Swami Satchidananda)

Emozioni e Immunologia

Esattamente l’affetto e l’emozione sono definiti come “una parte essenziale del processo di interazione di un organismo con gli stimoli”.

Simile all’affetto, la risposta immunitaria è lo “strumento” che il corpo usa per interagire con l’ambiente esterno.

Grazie alla risposta emotiva e immunologica, impariamo a distinguere tra ciò che ci piace e ciò che non ci piace, a contrastare un’ampia gamma di sfide e ad adattarci all’ambiente in cui viviamo.

Recenti prove hanno dimostrato che l’emotività e i sistemi immunologici condividono più di una somiglianza di funzioni.

Ricerca Scientifica

Più precisamente, questo nuovo campo di ricerca di “immunologia affettiva” (www.affectiveimmunology.com) è distinto rispetto al più ampio campo della psiconeuroimmunologia e collega specificamente la risposta immunitaria alle emozioni e al comportamento e viceversa.

Obiettivi


La ricerca in questo campo consentirà una migliore comprensione e apprezzamento delle basi immunologiche dei disturbi mentali e del lato emotivo delle malattie immunitarie.

Fonte: https://www.dialogues-cns.org/contents-19-1/dialoguesclinneurosci-19-9/

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

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La scrittura terapeutica in psicologia https://www.sentirepsicologia.it/2020/10/24/la-scrittura-terapeutica-in-psicologia/ Sat, 24 Oct 2020 17:17:42 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=969 L’ articolo esplora i benefici psicofisici della scrittura come viaggio interiore, conoscenza di sé ed amore per la vita
Scrittura terapeutica in psicologia

Noi stessi proviamo una vasta gamma di emozioni in diverse situazioni nella nostra vita: possiamo vivere emozioni piacevoli come la gioia oppure spiacevoli come la rabbia e la paura.

Nessun essere umano è esente dai problemi, e talvolta ci troviamo a portare sulle spalle dei fardelli enormi.

Cosa possiamo fare in questi casi?

La scrittura terapeutica può aiutarci ad confrontarci con i nostri sentimenti nocivi e dolorosi che, se ascoltati, possono offrirci una maggiore comprensione di noi stessi.

Cos’è la scrittura terapeutica?

La scrittura terapeutica può essere il tramite che dà via libera alle nostre emozioni, permettendoci di esprimerci senza timori, in modo da conoscere noi stessi.

Ci consente di  esplorare il nostro mondo emotivo –  i nostri pensieri, sentimenti ed entrando in contatto con il nostro dialogo interiore – incluse le emozioni negative.

La scrittura terapeutica come viaggio interiore

La scrittura è un viaggio interiore che offre la possibilità di ascoltarsi e conoscersi meglio.

Si tratta di imparare a parlare di emozioni e sentimenti senza sentirsi giudicati, costruire il nostro sé aiutandoci ad intravedere nuove strade di consapevolezza, orizzonti che non conoscevamo. (Parole Evolute, Sonia Scarpante , 2015).

 La scrittura terapeutica è il più affascinante viaggio che si deve essere disposti a compiere… quello dentro di sé, per migliorare il rapporto con se stessi e le relazioni con gli altri, in famiglia, sul lavoro, nella comunità.

L’efficacia della scrittura terapeutica

L’efficacia del potere terapeutico della scrittura si manifesta quando impariamo a lavorare su noi stessi senza reticenza superando i blocchi , i pesi e gli squilibri del nostro vissuto.

La scrittura diviene un utile strumento da afferrare con consapevolezza per esplorare e conoscere la nostra interiorità.

Chiede di intraprendere un percorso di conoscenza di sé sicuramente faticoso e talvolta doloroso ma certamente rigenerativo in quanto ci consente di sciogliere i nodi interiori.

Ci aiuta ad entrare nel trauma di cui sovente portiamo inconsapevolmente le stigmate evidenti sul corpo e a liberarcene, ad affrontare e superare i sensi di colpa che spesso ci accompagnano condizionando le nostre scelte, ad elaborare lutti difficili, ad affrontare e convivere con la malattia.

La scrittura terapeutica e …

Scrittura creativa

E’ la scrittura che libera la potenzialità creativa di una persona , che esplora ambiti e soluzioni inediti, che vanno oltre la scrittura professionale, giornalistica, accademica, e tecnica.

Scrittura consapevole

 Consente di mettere a nudo le proprie emozioni, di svelare traumi celati nell’inconscio, di evidenziare disagi e blocchi del vivere quotidiano.

Scrittura espressiva

Attraverso la scrittura espressiva l’individuo entra in contatto con il proprio mondo interiore, intraprende un percorso di introspezione e presa di coscienza di sé.

La scrittura terapeutica come scoperta e cura di sé

Lo scopritore della scrittura terapeutica

James Pennebaker, professore dell’Università del Texas, si sposò subito dopo il  college nei primi anni del ’70. Dopo tre anni , lui e sua moglie inziarono ad avere problemi. Pennebaker, divenne confuso e incerto, sprofondò nella depressione.  Così iniziò a  mangiare di meno ed a bere di più , isolandosi.

La scrittura terapeutica come ricerca di noi stessi

Dopo un mese dalla crisi, una mattina, Pennebaker  saltò giù dal letto e si sedette davanti alla macchina da scrivere. Si fermò lì per un po’ e poi iniziò a scrivere del suo matrimonio, dei suoi genitori, della sua sessualità ,della sua carriera ed anche della morte.

Scrisse e continuò a farlo e qualcosa di sorprendente accadde.

La sua depressione lo abbandonò e si sentì liberato.

La scrittura terapeutica come amore per la vita

Pennebaker, iniziò a sentire l’unione affettiva e profonda che provava per sua moglie.

Ma la scrittura ebbe anche un impatto più incisivo: per la prima volta iniziò a percepire il senso e le possibilità che la sua vita gli offrivano.

Continua la ricerca sulla scrittura terapeutica di Pennebaker

L’aver attraversato questa fase complicata ha fatto si che Pennebaker investisse 40 anni della sua vita nella ricerca con lo scopo di  comprendere le connessioni fra la scrittura e le emozioni.

 Per comprendere  esaminò per diverso tempo alcuni gruppi di persone:

  • ad un gruppo  chiedeva di scrivere su avvenimenti emotivamente significativi mentre
  • ad altri chiedeva di scrivere di cose comuni come le scarpe o le macchine che attraversavano il viale.

Entrambi i gruppi scrivevano per circa 20 minuti al giorno, 3 giorni consecutivi.

In queste sezioni di scrittura alcuni partecipanti scrissero di abusi sessuali, alcuni di fallimenti, altri ancora della devastazione per la perdita sentimentale, legata a malattie o alla morte.

In particolare,una donna scrisse del profondo senso di colpa per un incidente accaduto quando aveva 10 anni. A quel tempo,aveva lasciato un gioco sul pavimento e sua nonna inciampò e cadde, e morì.

 Invece un altro uomo scrisse di una calda notte estiva di quando aveva 9 anni. In quel momento,suo padre lo prese da parte e con calma gli disse che avere dei bambini era stato il suo errore più grande. Detto questo andò via.

Cosa portarono i suoi studi sulla scrittura terapeutica?

In ogni sperimentazione Pennebaker notò che chiunque avesse scritto episodi carichi di emozioni riusciva, in seguito ad avere miglioramenti sia psichici che fisici.

La scrittura terapeutica è benefica

Dopo molti studi, con migliaia di partecipanti di tutte le età, sia bambini che anziani, studenti e professionisti, sia malati che sani,è possibile confermare che scrivere delle proprie emozioni è un aiuto importante in grado di poter gestire l’ansia, lo stress e le perdite.

Puoi provare anche tu la scrittura terapeutica!

Segui le indicazioni seguenti:

  • Prendi carta e penna
  • Imposta ed avvia un timer per 20 minuti
  • Inizia a scrivere delle tue esperienze emotive della settimana scorsa, del mese o dell’anno passato(libera scelta)
  • Non preoccuparti della punteggiatura, dell’eleganza del testo o delle coerenza.
  • Segui la tua mente e i tuoi pensieri, senza giudizio e con curiosità.
  • Scrivi per te stesso e non per un eventuale lettore.
  • Fai questo per un pò di giorni.
  • Scegli di buttare via i fogli di carta o conservarli.

se ti senti pronto: inizia a scrivere un blog o a trovare un agente letterario.

Studi scientifici sulla scrittura terapeutica

 Scrittura espressiva per le donne dipendenti da droghe

E’ stata utilizzata la scrittura come processo terapeutico per un gruppo di donne con disturbi da uso di sostanze con alti tassi di trauma e stress post-traumatico in uno studio per valutare l’efficacia di questo strumento.

 Risultati

Le partecipanti alla scrittura terapeutica hanno mostrato una maggiore riduzione della gravità dei sintomi post-traumatici, della depressione e dei punteggi di ansia, rispetto ai partecipanti alla scrittura di controllo al follow-up di 2 settimane.

Conclusioni

I risultati suggeriscono che la scrittura terapeutica può essere uno strumento breve, sicuro, ed a basso costo, come strategia per affrontare il disagio post-traumatico nelle donne che abusano di sostanze.

Per leggere l’articolo integrale in lingue inglese, clicca qui

 La scrittura espressiva con le donne dopo il parto

La gravidanza, la nascita e l’adattamento a un nuovo bambino sono un periodo potenzialmente stressante che può influire negativamente sulla salute mentale e fisica delle donne.

In Questo studio ha quindi esaminato la fattibilità e l’accettabilità della scrittura espressiva per le donne dopo il parto .

Conclusioni:

Lo studio ha esaminato la possibilità di offrire la scrittura espressiva come intervento universale di auto-aiuto a tutte le donne dopo il parto tra le 6 a 12 settimane dopo la nascita e sono incoraggiati ulteriori studi di approfondimento.

Per leggere l’articolo integrale in lingua inglese, clicca qui

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

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Fonti
  • Sonia Scarpante.Parole evolute. Esperienze e tecniche di scrittura terapeutica. Sampognaro & Pupi
  • Susan David.Agilità emotiva.Giunti
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La costruzione delle relazioni Interpersonali https://www.sentirepsicologia.it/2020/06/26/relazioni-interpersonali/ Fri, 26 Jun 2020 18:03:16 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=872 Viene esplorata la costruzione delle relazioni interpersonali, in particolare le relazioni romantiche, secondo alcune teorie psicologiche di riferimento.
Relazioni Interpersonali Psicologia

Ricerca, Costruzione e Conclusione delle relazioni Interpersonali

Come costruiamo le nostre relazioni interpersonali?

La Teoria dell’attaccamento può aiutarci a rispondere a questa domanda.

La Teoria dell’Attaccamento

La teoria dell’attaccamento propone che le rappresentazioni mentali delle esperienze dell’infanzia con i caregiver fungano da meccanismo principale attraverso il quale le esperienze di attaccamento precoce incidono sul successivo funzionamento interpersonale (ad esempio, Bowlby 1969/1982; 1973; 1980).

Si presume che il contenuto e l’organizzazione di queste rappresentazioni di attaccamento dipendano dall’ambiente di cura attuale e dalla storia di interazione della diade genitore-figlio.

Si ritiene che le rappresentazioni dell’attaccamento siano relativamente stabili dall’infanzia all’età adulta e che aiutino a organizzare i pensieri, i sentimenti e il comportamento degli individui all’interno di nuovi contesti di relazione attraverso l’età adulta, comprese le relazioni romantiche e le relazioni genitore-figlio.

E’ possibile sapere in età adulta le rappresentazioni di attaccamento?

Gli psicologi dello sviluppo utilizzano un’intervista specifica per scoprire queste rappresentazioni di attaccamento nell’adolescenza e nell’età adulta (AAI; Hesse, 2016; Main, Kaplan e Cassidy, 1985).

Intervista Adult Attachment Interview  (AAI)

L’AAI è un’intervista retrospettiva autobiografica che si concentra sulle esperienze infantili degli individui con i caregiver primari.

 Il metodo tradizionale di codifica degli AAI (Main, Goldwyn e Hesse, 2003-2008) si concentra sulla coerenza interna delle memorie episodiche / autobiografiche degli adulti delle loro esperienze e relazioni relative all’attaccamento infantile.

In particolare, si presume che le rappresentazioni dell’attaccamento degli individui siano catturate da una serie di valutazioni degli stati mentali dell’attaccamento degli adulti che si concentrano sulla coerenza generale delle narrazioni prodotte e sulle ideologie razionali / irrazionali presentate durante l’intervista (denominata coerenza di mente).

Il discorso coerente durante l’AAI ha dimostrato di essere una misura preziosa per comprendere i processi di attaccamento lungo il corso della vita, ottenendo risultati coerenti con le ipotesi fondamentali della teoria dell’attaccamento.

Ad esempio, la produzione di una narrativa autobiografica coerente durante l’AAI è stata collegata alla qualità delle prime esperienze di caregiving (ad esempio Grossmann, Grossmann e Kindler, 2005; Haydon, Roisman, Owen, Booth-LaForce e Cox, 2014; Roisman, Madsen, Hennighausen, Sroufe e Collins, 2001; Steele et al., 2014) e predice il comportamento nelle relazioni romantiche (ad es. Crowell, Treboux, Gao, Fyffe, Pan, & Waters, 2002; Holland & Roisman, 2010) e nelle relazioni genitore con i bambini (ad es. Shlafer, Raby, Lawler, Hesemeyer e Roisman, 2015; Van IJzendoom, 1995).

Le rappresentazioni autobiografiche possono influire sulla qualità delle relazioni interpersonali

Le rappresentazioni autobiografiche svolgono tre funzioni di base:

  1. auto-definizione,
  2. promozione della connessione sociale e
  3. direzione del processo decisionale e del comportamento (ad esempio, Bluck & Alea, 2008; Fivush & Waters, 2013; Waters, Bauer, & Fivush, 2014).

In particolare, Main (2000) ha ipotizzato che le rappresentazioni autobiografiche sicure delle esperienze di caregiving infantile (valutate dalla coerenza mentale AAI) riflettano uno stile attenzionale sottostante che si sviluppa in risposta alla qualità e alla coerenza delle cure ricevute durante l’infanzia.

Evidenze Scientifiche sulle relazioni interpersonali

E’ stato effettuato uno studio longitudinale riguardo le rappresentazioni di attaccamento sia scritte che autobiografiche in relazione al comportamento nelle relazioni romantiche.

I partecipanti erano di età compresa tra i 19 e i 26 anni e nati in povertà.

Cosa è stato osservato?
Qualità delle relazioni romantiche

Sono state osservate tre variabili relative alla qualità delle relazioni romantiche:

  1. osservata qualità dell’interazione con i partner romantici,
  2. soddisfazione relazionale autosufficiente e
  3. efficacia del coinvolgimento romantico .
Qualità delle Relazioni genitore-figlio

Anche la qualità della relazione genitore-figlio è stata valutata sulla base di tre risultati chiave:

  1. sicurezza dell’attaccamento infantile,
  2. osservazioni sulla qualità dei genitori e
  3. qualità dei genitori classificata per colloquio.

Gli studiosi hanno ipotizzato che le rappresentazioni delle prime esperienze con i caregiving o meglio la conoscenza di script di base sicura (ad es. la Disponibilità del caregiver, la reattività o fornitura di un comfort efficace), sarebbe significativamente associata alle relazioni romantiche e alle relazioni genitore-figlio.

Cos’è la base sicura della sceneggiatura di base?

La conoscenza sicura della sceneggiatura di base può essere più influente nel modellare le risposte dei genitori all’angoscia infantile dei loro figli nei contesti di vita,e a sua volta è strumentale nel plasmare le aspettative di attaccamento precoce dei neonati sulla disponibilità e sulla reattività (cioè la sicurezza dell’attaccamento).

Risultati sulle relazioni interpersonali

I risultati emersi indicano e confermano precedenti evidenze scientifiche che la conoscenza sicura della sceneggiatura di base è positivamente associata al funzionamento degli adulti nelle relazioni romantiche (Waters et al. 2013), al supporto della genitorialità degli adulti durante le interazioni con i loro figli (ad esempio, Coppola et al., 2006 ) ed alla qualità dell’attaccamento infantile nella prossima generazione (ad esempio, Bost et al., 2006).

Complessivamente, i risultati di questo studio sono coerenti con l’ipotesi che le rappresentazioni dell’attaccamento siano associate al funzionamento nei contesti interpersonali dell’età adulta.

Abbiamo esplorato come le le rappresentazioni dell’attaccamento aiutino a organizzare i pensieri, i sentimenti e il comportamento degli individui e giocano un ruolo chiave nelle relazioni interpersonali.

Le relazioni interpersonali hanno un loro specifico ciclo di vita.

Potrebbe accadere che le relazioni interpersonali finiscono.

Cosa succede quando accade?

Per rispondere a questa domanda, ci siamo focalizzati sulle relazioni romantiche.

( Emozioni e Relazioni, clicca qui per leggere l’articolo)

Precisamente,molte persone trascorrono buona parte della propria vita passando da periodi di relazione a periodi di separazione.

Alcune domande sulle relazioni

Le persone possono controllare la durata delle loro relazioni?

Inoltre possono scegliere quanto tempo cercare in seguito alla rottura di una relazione?

Quanto aspettano prima  di avere un relazione successiva?

Le relazioni : risorse e ricerca di un compagno sentimentale

Le relazioni possono generare alle persone diverse risorse come la compagnia, l’attaccamento emotivo, il sostegno finanziario, la stimolazione intellettuale,la nascita di bambini, i legami familiari, lo stato, la stabilità, il miglioramento della salute e del benessere e così via.

E’ possibile comprendere come le persone ricercano un compagno?

Perché lo ricercano?

Ottengono più risorse, di conseguenza sono più soddisfatti quando hanno una relazione rispetto a quando sono single ?

La Teoria Optimal Foraging Theory (OFT) cerca di spiegarci questo.

La Teoria Optimal Foraging Theory (OFT — Stephens & Krebs, 1986) o meglio la Teoria del foraggiamento ottimale cerca di indagare meglio questi quesiti.

OFT prevede come gli organismi dovrebbero evolversi per fare i compromessi tra la ricerca di risorse (“esplorazione”) e il loro utilizzo (“sfruttamento”).

La teoria del foraggiamento ottimale ha esaminato il modo in cui gli individui allocano il loro tempo alla ricerca di varie risorse.

La teoria OFT – utilizzata per meglio comprendere le relazioni – cerca di indagare:

  • In che modo le persone esplorano le relazioni e decidono quando entrarne in una relazione?
  • Cosa ottengono (risorse) le persone dalle loro relazioni e come decidono quando lasciarle?
  •  E come vengono impiegati i il ​​tempo e lo sforzo tra l’esplorazione di nuove relazioni ?

Le opportunità di entrare in nuove relazioni saranno distribuite nel tempo e possibilmente nello spazio.

Il modo in cui le persone cercano e trovano queste opportunità è stato studiato principalmente in termini di ciò che stanno cercando e come si comportano in diverse modalità (ad esempio, nei bar, durante gli appuntamenti rapidi, durante gli appuntamenti online).

Il modo in cui le persone decidono quando perseguire una particolare opportunità è stato studiato da una prospettiva di ricerca, spesso in termini di problemi di arresto ottimali.

Dal punto di vista dell’arresto ottimale, la ricerca del compagno consiste nell’incontrare una sequenza di potenziali compagni, ognuno dei quali ha una certa qualità, e prendere una decisione quando interrompere questa ricerca ed entrare in una relazione in modo tale che un compagno venga trovato con la più alta qualità possibile.

In termini di ricerca di relazioni, ciò potrebbe essere applicato al modo in cui le persone decidono quale qualità o tipo di relazioni perseguire data la distribuzione disponibile della qualità delle relazioni e come prendono in considerazione il “tempo di gestione” sotto forma di costi di corteggiamento.

Dalla letteratura sulle relazioni romantiche, la teoria dell’interdipendenza ipotizza che gli individui dovrebbero abbandonare una relazione quando i loro risultati o risorse scendono al di sotto di una soglia particolare che ci si potrebbe aspettare da altri potenziali partner di relazione(Kelley e Thibaut, 1978).

Ulteriori ricerche sulle relazioni interpersonali…

Alcune coppie sposate e conviventi hanno partecipato ad un sondaggio mediante il quale sono state individuate misure sulla salute, sui figli, sulla qualità delle relazioni e sulla durata di varie fasi della relazione sia a livello individuale che di coppia (National Center for Family and Marriage Research, 2010).

Un ulteriore sondaggio “National Couples Survey” ha valutato la durata delle fasi di relazione, la fecondità, gli atteggiamenti riproduttivi e le storie sessuali dettagliate ( Grady, Billy, Klepinger, Cubbins e Tanfer, 2009).  

I risultati preliminari (Cohen & Todd, 2017) suggeriscono che i livelli di alcune risorse relazionali valutate in modo più soggettivo tra cui amore, fiducia e soddisfazione possono cambiare nel tempo (come l’esaurimento verso la fine delle relazioni dissolte) in modo coerente con un’analisi di risorse, sebbene i risultati siano stati contrastanti.

Ulteriori risultati emersi

Dal punto di vista della ricerca delle relazioni romantiche, le persone che affrontano tempi di ricerca più lunghi tra le relazioni rimangano in ogni relazione in media più a lungo.

Esistono diversi modi in cui un individuo potrebbe “sapere” di dover affrontare ricerche più lunghe: potrebbe conoscere il proprio tempo di ricerca tra le relazioni, oppure potrebbe osservare il tempo di ricerca di altri o potrebbe dedurre il proprio tempo di ricerca dato dalle sue qualità di compagno e quelle dei loro concorrenti.

Come ci comportiamo dopo la fine di una relazione?

Non sorprende che le persone che escono dalle relazioni abbiano riportato una riduzione di soddisfazione, impegno e amore (Sprecher, 1999).

A seguito di una relazione, la maggior parte delle persone entra in un periodo di angoscia e probabilmente di tristezza elevata (Sprecher, Felmlee, Metts, Fehr & Vanni, 1998), che possono interferire o ritardare la successiva ricerca della relazione.

Inoltre, gli individui che escono da relazioni più lunghe e impegnate tendono ad avere maggiore angoscia o affetto negativo (Simpson, 1987) che potrebbe ritardare la ricerca più a lungo.

Una tale angoscia potrebbe persino portare a un’avversione per rientrare di nuovo nello stesso tipo di relazione: dopo lo scioglimento di un matrimonio, molte persone non si sposano di nuovo e convivono invece con nuovi partner (De Jong Gierveld, 2004).

 Di conseguenza, ci si potrebbe aspettare che la durata della relazione modifichi il comportamento post-rottura, portando a ricerche più lunghe dopo relazioni più lunghe.

Consulenza e Sostegno Psicologico di Coppia

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Dott.ssa Donatella Valsi

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Il senso della vita https://www.sentirepsicologia.it/2020/06/16/il-senso-della-vita-psicologia/ Tue, 16 Jun 2020 17:30:18 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=824 Il presente articolo cerca di esplorare il senso della vita prendendo in considerazione diverse visioni e approcci teorici psicologici, e focalizzandosi su diversi aspetti della vita.
Il senso della vita psicologia

Il senso della vita è uno dei costrutti chiave, considerato parte integrante di una vita ben vissuta.

Il significato o senso della vita può influenzare il funzionamento umano.

Infatti, il senso della vita permette alle persone di interpretare e organizzare la loro esperienza quotidiana, raggiungere obiettivi e classificare l’importanza degli oggetti.

Jung e il Senso della Vita

«Profondità e superficie devono mescolarsi, al fine di generare nuova vita. La nuova vita però non nasce al di fuori di noi, ma in noi stessi. […] La vita non viene dalle cose, ma da noi.

Tutto ciò che accade fuori è già accaduto. Perciò chi osserva l’evento da fuori vede sempre soltanto ciò che è già stato e che è sempre uguale. Chi invece guarda da dentro sa che tutto è nuovo.

Le cose che accadono sono sempre le stesse. Non è sempre uguale invece la profondità creativa dell’essere umano.

Le cose di per sé non significano nulla, assumono un significato soltanto dentro di noi. Siamo noi a dare significato alle cose. Il significato è ed è sempre stato artificiale. Siamo noi a crearlo.

Cerchiamo dunque in noi stessi il significato delle cose affinché la via di quel che ha da venire possa palesarsi e la nostra vita continui a scorrere.
Ciò di cui avete bisogno proviene da voi stessi, ed è il significato delle cose. Il significato delle cose non è il senso che è loro proprio. Questo senso si trova nei libri dotti. Le cose sono prive di senso.Il significato delle cose è la via della redenzione che vi create voi stessi. Il significato delle cose è la possibilità – creata da voi stessi – di vivere in questo mondo. E’ la capacità di dominare questo mondo e l’affermarsi della vostra anima in questo mondo.Questo significato delle cose è il senso superiore che non si trova nelle cose stesse e neppure nell’anima, è piuttosto il Dio che sta tra le cose e l’anima, il mediatore della vita, la via, il ponte, il passaggio.

Non avrei potuto vedere ciò che doveva venire, se non avessi potuto scorgerlo in me stesso.»

(C.G.Jung – Libro Rosso)

La Musica e il senso della Vita

( Giorgia – Il Senso )

Una miriade di studi hanno esplorato la relazione tra significato nella vita e benessere mentale, nonché la psicopatologia.

Molti psicologi lo considerano una parte vitale dei processi e dei comportamenti mentali (Frankl 1979; Steger 2012; Wong 1998).

Cos’ è il senso della vita?

Diversi modelli cercano di rispondere a questo quesito.

Secondo Steger et al. (2006), l’approccio delle persone alla comprensione del significato nella vita può essere vista in due dimensioni principali:

  • presenza del significato nella vita e
  • ricerca del significato nella vita.
Presenza di significato della vita

La presenza di significato della vita riguarda la misura con cui le persone comprendono, danno un senso  o vedono un significato nella loro vita,  accompagnato dalla percezione di avere uno scopo, una missione nella vita;

Precisamente si riferisce al grado con cui gli individui percepiscono la propria vita come significativa.

Ricerca di significato della vita

La ricerca di significato della vita si riferisce alla forza, all’ intensità e all’attività del desiderio e degli sforzi delle persone per stabilire e / o aumentare la loro comprensione di significato e scopo della loro vita .

Quest’ultimo riflette il grado in cui le persone sono impegnate nella ricerca di significato nella vita.

 Presenza e Ricerca di senso della vita

Entrambe le dimensioni hanno un carattere essenzialmente diverso ed esprimono atteggiamenti diversi nei confronti della vita.

La presenza di significato nella vita consente alle persone di vivere la propria vita come comprensibile e significativa e sentire un senso di scopo o missione nella propria vita che trascende le preoccupazioni banali della vita quotidiana (Steger 2009).

Questa definizione è abbastanza ampia da comprendere una vasta gamma di esperienze umane legate allo scopo e al significato e suggerisce anche che le persone possono trovare significato impegnandosi in sforzi creativi e perseguendo i propri obiettivi.

Approfondimenti sul senso della vita

La ricerca del significato nella vita si riferisce agli sforzi dinamici e attivi che gli individui fanno quando cercano di comprendere il significato e lo scopo della loro vita (Steger et al. 2008).

Steger (2012) sottolinea che il significato è un termine principale che comprende due fattori principali:

  1. la comprensione e
  2. lo scopo.

Il primo fattore riflette la capacità umana di dare un senso e comprendere la propria vita, incluso il proprio io, il mondo esterno e il modo in cui uno si adatta e opera all’interno del mondo.

Il secondo fattore indica aspirazioni generali e di lunga durata che sono auto-concordanti e stimolano l’attività correlata.

Il senso della vita e altre visioni di significato

Frankl (1965), nella sua teoria del significato, ha proposto che ogni persona ha uno scopo unico o scopo generale per la propria vita e cerca di attualizzare il maggior numero possibile di valori nella propria comunità.


Baumeister (1991) sottolinea che il significato nella vita dipende dallo scopo, dall’efficacia, dal valore e dall’autostima.

Le persone possono sperimentare un significato nella vita quando le loro vite hanno un senso o trasmettono informazioni significative e comprensibili.

Wong (1989) che ha definito il significato nella vita nella categoria del significato personale come un sistema cognitivo costruito individualmente, che conferisce alla vita un significato personale.

Può essere concepito come una mappa dinamica e cognitiva che guida le persone attraverso il loro corso di vita.

Secondo la ricerca delle teorie implicite di Wong (1998), il sistema dei significati è costituito da cinque componenti:

  1. affettivo,
  2. motivazionale,
  3. cognitivo,
  4. relazionale e
  5. personale.

Le categorie vengono utilizzate per valutare gli eventi di sé e della vita in relazione al significato (McDonald et al. 2012).

Il significato personale

Il significato personale misura il significato implicito (cioè le concezioni e le credenze riguardanti la vita detenute dalle persone) che è visto come “comprendente una vita idealmente significativa”.

Il livello di significato può essere valutato in sette settori:

  1. realizzazione (perseguimento e raggiungimento di significativi obiettivi di vita),
  2. relazione (capacità sociale generale),
  3. religione (avere credenze affermative sulle relazioni con il divino),
  4. auto-trascendenza (impegno in attività altruistiche),
  5. accettazione di sé (un’umile accettazione dei propri limiti),
  6. intimità (avere relazioni emotivamente strette) e
  7. trattamento equo (percepire un grado di giustizia nella vita).

La religione e il senso della vita

Sono stati condotti numerosi studi che dimostrano ripetutamente che la religione può essere una potente fonte di significato nella vita (Chamberlain e Zika 1992; Emmons 2005; Park 2005, 2013).

Alcune definizioni

La religione può essere definita come “una ricerca di significato nei modi legati al sacro” (Pargament 1997, p. 32).

Nonostante il fatto che la relazione tra religione e significato sia intima e complessa, molte persone trovano nelle credenze religiose un senso di scopo, comprensione e supporto psicologico (Park 2013).

Nel libro “La psicologia della religione.Prospettive psicosociali ed empiriche” di Hood et al. (2009) si afferma (clicca qui per vedere il libro):

“I presupposti che formano il quadro fondamentale di questo libro sono che la ricerca di significato è di fondamentale importanza per il funzionamento umano e che la religione è unicamente in grado di aiutare in quella ricerca” (p. 12).

I sistemi religiosi forniscono agli individui un insieme integrato di credenze, obiettivi e significati che possono essere utilizzati per spiegare le complessità del mondo e affrontare situazioni e problemi personali.

Analizzando la religione come fornitore di significato, Hood et al. (2009) sottolineano quattro criteri in base ai quali la religione è unicamente in grado di fornire un significato globale:

  1. completezza,
  2. accessibilità,
  3. trascendenza e
  4. affermazioni dirette.
Completezza

Innanzitutto, la religione è il più completo di tutti i sistemi di significato, poiché include una vasta gamma di altre fonti di significato, come relazioni sociali, lavoro, famiglia, risultati, relazioni personali e valori importanti.

Accessibilità

La religione è accessibile alle persone nel senso di contribuire al significato globale attraverso la promozione di insegnamenti e credi dottrinali, educazione religiosa e norme etiche di comportamenti accettabili e inaccettabili.

Trascendenza

La trascendenza riflette la tendenza delle persone a cercare una realtà invisibile ed esplorare le “preoccupazioni finali” (Emmons 2005) che richiede una certa fiducia in un’autorità suprema in cui si trova un significato superiore.

Affermazioni dirette

Infine, la religione afferma direttamente di fornire un senso di significato in quanto facilita gli sforzi delle persone di interpretare le loro esperienze in termini di intenzioni esistenziali e di significato che è incorporato nel carattere sacro della religione.

Il Senso della vita,religione e stress

La capacità della religione di fornire un significato alla vita è particolarmente evidente nel contesto della gestione dello stress e dei principali eventi della vita.

Il Coping religioso: capacità di fronteggiamento

Il coping religioso può essere definito come:

“il grado in cui la religione fa parte del processo di comprensione e gestione degli eventi critici della vita” (Pargament et al. 2005, p. 482).

Evidenze scientifiche

I risultati degli studi condotti da Pargament (1997) che ha introdotto il concetto di coping religioso rivelano che può essere utile o dannoso, a seconda del particolare tipo di strategia di coping religioso utilizzata.

In generale, i metodi di coping religiosi possono essere raggruppati in due grandi categorie generali:

  1. coping religioso positivo e
  2. negativo (Pargament et al. 1998).
Il Coping Religioso Positivo

Gli stili di coping religiosi positivi riguardano relazioni sicure con Dio e un senso di connessione spirituale con gli altri. Tendono ad essere più utili per le persone che vivono eventi stressanti.

Il Coping religioso Negativo

Gli stili di coping religiosi negativi rivelano relazioni insicure con Dio e tensioni tra gli individui e, come indica la ricerca, sono di solito disadattivi (Ano e Vasconcelles 2005; Pargament et al. 2004).

In tal senso, la religione è più di un meccanismo di difesa in quanto può fornire agli individui quadri di significato completi e integrati che consentono loro di spiegare in modo soddisfacente gli eventi della vita difficili.

Il Senso della vita,religione e lutto

La ricerca condotta da Park (2005) su studenti universitari in lutto mostra che il significato religioso può influenzare i processi di coping creando significati dopo la perdita di una persona cara.

Evidenze scientifiche

Nel periodo iniziale del lutto, le persone che avevano forti credenze religiose tendevano a sperimentare più stress, che era collegato alla discrepanza tra il loro sistema di significato globale e le valutazioni di tali eventi.

Tuttavia, dopo un periodo di alcuni mesi, questi effetti sono scomparsi o addirittura invertiti, suggerendo un’associazione positiva tra religione e aggiustamento a lungo termine.

Attingendo alla religione come sistema di significati, gli studi dimostrano che gli individui possono derivare quadri completi di significato personale dalle loro credenze religiose che a loro volta influenzano le loro capacità di affrontare le avversità e lo stress della vita (Park 2007, 2013).

Il Senso della vita come fattore importante per il benessere

Esistono prove sostanziali che dimostrano che il significato nella vita è associato al benessere e al funzionamento positivo.

Le persone che credono che le loro vite abbiano un significato sono più felici (Debats et al. 1993) e riportano un livello più alto di soddisfazione della vita che riflette il grado in cui gli individui valutano positivamente la propria vita (Chamberlain e Zika 1988; Steger et al. 2008).

Il Senso della vita e la felicità

Gli studi hanno anche confermato i legami tra significato nella vita e varie misure di felicità globale (Ryff e Keyes 1995), adattamento psicologico (Thompson et al. 2003) e benessere generale (Ho et al. 2010).

I risultati forniscono una forte evidenza che convalida le relazioni positive tra significato della vita e domini che riflettono il funzionamento positivo.

Il senso della vita e le emozioni

Il significato della vita è anche associato ad affetti ed emozioni positive che sono spesso considerati una dimensione emotiva del benessere soggettivo (Diener 2009).

Il senso della vita e salute

Numerosi studi suggeriscono che un forte senso del significato nella vita è associato a una migliore salute fisica (ad esempio, Krause, 2004) e a una migliore salute mentale (ad esempio, Reker, 1997), ma sembra esserci solo uno studio che valuti empiricamente la relazione tra significato nella vita e la mortalità (O’Connor & Vallerand, 1998).

Evidenze Scientifiche

Ad esempio, Park, Malone, Suresh e Rosen (2008) hanno studiato nel tempo l’influenza del significato sulla vita sulla salute tra uomini e donne a cui era stata diagnosticata un’insufficienza cardiaca congestizia.

Park e colleghi riportano che un senso più forte del significato nella vita è stato associato con il miglioramento delle valutazioni della salute nel tempo.

Il senso della vita e le relazioni

La ricerca rivela che le persone che hanno social network più sviluppati tendono a vivere più a lungo rispetto agli individui socialmente isolati (House, Landis e Umberson, 1988).

La ricerca indica che le persone con sistemi di supporto sociale ben sviluppati hanno probabilmente un senso di significato più forte nella vita rispetto agli individui che non mantengono stretti legami con gli altri (Krause, 2007b).

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

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