relazioni romantiche – Dott.ssa Donatella Valsi https://www.sentirepsicologia.it Psicologa Clinica - Individuale e di Coppia - Roma Nomentana - Montesacro - Guidonia e Online Mon, 21 Oct 2024 18:32:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.2 https://i0.wp.com/www.sentirepsicologia.it/wp-content/uploads/2019/12/cropped-profile.png?fit=32%2C32&ssl=1 relazioni romantiche – Dott.ssa Donatella Valsi https://www.sentirepsicologia.it 32 32 170221724 Come avere fiducia in se stessi e nella coppia https://www.sentirepsicologia.it/2023/01/04/manca-fiducia-partner/ Wed, 04 Jan 2023 21:22:03 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1974 La fiducia rappresenta un ponte sia verso se stessi e sia verso gli altri, in particolare nelle relazioni di coppia; in questo articolo, esploriamo insieme le sue peculiari caratteristiche. Buona lettura!

Dott.ssa Donatella Valsi – Psicologa Clinica

Fiducia: Il viaggio migliore è quello verso di Te 

In un precedente articolo, ho condiviso con i miei lettori come te, cos’è l’autostima, ossia la valutazione di se stesso, la considerazione che abbiamo nei nostri stessi riguardi, quanta fiducia abbiamo di noi come persone.

Avere fiducia in noi stessi, ci porta a sentirci bene sia nella propria interiorità sia verso gli altri; percepiamo di poter affrontare al meglio le situazioni, anche le più difficili, quelle che ci mettono a dura prova; inoltre, abbiamo una maggiore flessibilità nella vita.

Al contrario, quando non nutriamo fiducia in noi, avvertiamo molta  insofferenza: ci troviamo in una costante condizione di disistima, di disagio, e proviamo un senso di inadeguatezza.

Per giunta, siamo altamente critici verso noi stessi, notevolmente sensibili alle critiche ed al giudizio altrui. Ci sentiamo incapaci ed incompetenti… in un perenne confronto con gli altri ed il mondo. Questo tipo di vissuto implica un blocco che ci impedisce di vivere serenamente.

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente avrai sperimentato ciò che ho appena descritto…

La fiducia in se stessi influenza e condiziona profondamente la nostra emotività,il nostro mondo psicologico,i nostri pensieri,comportamenti e relazioni.

Perchè non hai fiducia in te?

Esercizio: “Cogli questo momento, per risponderti!”

Potrebbe essere per…

Raggiungere “chi pensiamo di dover essere” anziché “essere come siamo” può dimostrarsi una causa alla mancanza di fiducia in sé stessi.

Pensiamo di cambiare noi stessi, di migliorarci… secondo quali criteri?

Tutti gli sforzi che facciamo per cambiare noi stessi, probabilmente sono indotti da falsi miti, da idee, credenze anche esterne, dalla famiglia e dalla cultura di appartenenza, che ci spingono ad omologarci a modelli sociali, a comportarci secondo la consuetudine, perdendo di vista noi stessi, le nostre caratteristiche peculiari, la nostra unicità.

Conosci Te Stesso: La tua Personalità? <<< Leggi di più – potrai scoprire in questo articolo i tuoi punti di forza del carattere in modo da avere maggiore fiducia in te

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La Fiducia: il ponte verso l’altro

La fiducia è centrale per determinare il modo in cui iniziamo, manteniamo e sosteniamo la maggior parte delle nostre relazioni.

La Fiducia può essere considerata come una sorta di ponte: ci permette di relazionarci con l’altro, di avere delle relazioni sociali, di cooperare insieme per un obiettivo o progetto in comune; è un’apertura verso l’altro; ci consente di creare e mantenere diversi tipi di legame, dall’amicizia, all’amore.

Fidarsi dell’altro rappresenta un continuo scambio, una connessione tra noi stessi e l’altro ed il mondo circostante; ci fidiamo dell’altro per ricevere il supporto di cui abbiamo bisogno; ci fidiamo dell’altro e questo ci consente di sentirci al sicuro, ci sentiamo protetti perché sappiamo che l’altro ci sarà per noi.

Inoltre essa promuove la cooperazione, permettendo benefici a lungo termine che altrimenti non sarebbero ottenibili in altro modo. 

Paura: possiamo fidarci?

A livello intimo la fiducia interpersonale coinvolge le paure, le preoccupazioni e i desideri più profondi della persona. 

Se non riesco a fidarmi dell’altro (e se l’altro non mi sembra degno della mia fiducia) come confidare in una relazione duratura?

 Come dedicarmi completamente ai miei progetti con flessibilità e impegno costante se manca la sicurezza di ricevere sostegno o comunque di non essere ostacolati in qualche modo dalla persona che mi è vicina?

Come esprimere pienamente sé stessi e crescere se una relazione autentica non è presente, e ci sentiamo continuamente costretti ad adattarci a ciò che l’altro fa, dice e mostra di provare?

Ulteriori riflessioni…

Cambia qualcosa se di base sono molto diffidente oppure fiducioso, estroverso oppure introverso? 

Cambia qualcosa se la fiducia nell’altro viene messa alla prova sul lavoro o in un contesto informale e ludico, oppure in una situazione in cui un partner abbia tutto da perdere e l’altro tutto da guadagnare? 

E che peso hanno le motivazioni di fondo a stare nella relazione?

Esiste in ognuno di noi, un sistema subconscio un sistema subconscio per rilevare minacce e sicurezza <<< leggi di più >>>

Coppia: come possiamo fidarci l’uno dell’altro?

La fiducia si costruisce nei piccoli momenti della vita quotidiana, non con grandi gesti due volte l’anno. In ogni interazione, hai l’opportunità di rivolgerti al tuo partner o allontanarti da lui/lei.

Comprendiamolo meglio insieme…

Storia di vita: “ Un giorno torno a casa triste. Il mio compagno sta facendo le faccende domestiche. lui ha due scelte appena mi sente rientrare: Può mettere giù la scopa e mostrare preoccupazione per il mio stato d’animo o può continuare a spazzare,non notando come mi sento in quel momento;in sintesi, Può scegliere di dare priorità a me e alla nostra relazione o alla pulizia della casa. Questo è un momento prezioso per la nostra relazione anche se può sembrare “banale”;può rappresentare un ponte tra noi due,per la nostra connessione emotiva. C’è da dire che Un’occasione persa per connettersi non offuscherà la relazione. Ma nel tempo, se allontanarsi diventa la norma, la relazione ne risentirà”. 

Questo è un breve esempio per comprendere le nostre dinamiche di coppia.

L’essenza della costruzione della fiducia è la sintonizzazione: essere consapevoli delle emozioni del tuo partner o della tua partner; avendo una genuina curiosità verso di esse.

Cercare di comprendere il suo mondo psicologico, attraverso un ascolto empatico anche quando si hanno prospettive contrastanti.

Reminder: Ricordate, potete creare fiducia ogni giorno.

Dott.ssa Donatella Valsi

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Fonti:

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Rapporto di coppia: 7 passi per capire se è finito https://www.sentirepsicologia.it/2022/09/20/rapporto-di-coppia-finito/ Tue, 20 Sep 2022 16:29:57 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1840 Molte coppie hanno difficoltà a comprendere quando sia necessario migliorare il loro rapporto oppure scegliere di terminarlo; la mission di questo articolo è quello di cercare a far luce su di te, sul tuo rapporto di coppia e sulle tue perplessità in modo da prendere la decisione migliore

Mi sono interessata allo studio delle dinamiche sentimentali ed ho osservato come in un rapporto di coppia, il fuoco iniziale può spegnersi e si fatica a capire quando è necessario impegnarsi per migliorare il rapporto oppure terminarlo; in questo articolo di approfondimento, voglio cercare di aiutarti ed aiutarvi a prendere consapevolezza ed a far luce sulle tue perplessità e dubbi.

Iniziamo, prendendo in considerazione….

Cosa significa la parola “relazione ” ?

La parola relazione deriva dal latino “relatio”,a sua volta da relatus, participio passato di referre  che significa riferire, riportare, stabilire un legame, un rapporto, un collegamento.

Questa parola può avere diversi significati a seconda della situazione nella quale viene usata.

Precisamente in questo caso, faccio riferimento alla parola relazione, per indicare il legame tra due persone come avviene nel rapporto di coppia (può riferirsi anche ad altri tipi di legame come quelli d’amicizia, di lavoro).

E’ molto importante comprendere quando il nostro rapporto di coppia ,la nostra relazione ha la necessità di essere nuovamente alimentata, migliorata oppure (forse) staremo meglio senza quella persona…

Il 1# passo : Parti da te dalle tue emozioni

Come ho descritto in un precedente articolo, le emozioni che noi proviamo, sia con valenza “positiva” sia con valenza “negativa” mi permettono di capire il mio mondo interno, ciò che voglio, ciò che non voglio e mi consentono di stare nel mondo, di relazionarmi con esso e con le persone.

Riflettiamo insieme

Quali emozioni provi quando sei con il tuo/la tua partner?

Quali emozioni provi quando sei da sol* senza il/la tua partner?

Queste domande possono aiutarci ad identificare le emozioni che proviamo in queste specifiche situazioni.

Se ti senti confus* su ciò che provi, su ciò che provi per il tuo / la tua partner, puoi contattarmi in modo da fornirti il sostegno di cui hai bisogno.

Di solito, soprattutto in una relazione insoddisfacente, o che comunque è facile alle critiche ed al conflitto, possiamo provare emozioni con valenza “negativa” come rabbia, risentimento, gelosia

Pensi di aver bisogno di aiuto per capire cosa vuoi in merito al tuo rapporto di coppia?

Pensate sia meglio parlare entrambi con una psicologa?

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Passo #2: La storia di noi due

Il modo più semplice per capire se un rapporto di coppia è giunto  al termine è ascoltare quando i partner parlano di loro due, del loro rapporto di coppia.

A questo punto, possiamo chiederci:

I nostri ricordi sono per lo più positivi, anche con una buona dose di negatività (in presenza di eventi spiacevoli)?

Se abbiamo ricordi con valenza “positiva”, abbiamo vissuto momenti particolarmente difficili, li abbiamo superati (anche se con fatica!)… allora Si, c’è speranza. 

Ma se la negatività prende il sopravvento – se diventa difficile, persino impossibile, ricordare i bei tempi (Molte  coppie si concentrano solo sugli aspetti negativi della loro relazione)  –in questo caso, si dovrà capire se vale la pena continuare oppure è preferibile chiudere…

Passo #3: Debole simpatia e ammirazione

C’è una grande differenza tra un rapporto di coppia duraturo e uno che si separa.

Generalmente, le coppie felici raccontano la “storia di noi due” con calore, affetto e rispetto reciproco.

In un rapporto di coppia che si spezza ,si rompe, i partner tendono a ricordare prime impressioni sfavorevoli verso l’altro. Le parole che usano per descrivere la loro relazione sono fredde. La storia che le coppie infelici raccontano si concentrerà su una grande esplosione piuttosto che su momenti piacevoli e divertenti .

Passo #4: L’io domina il noi

Le coppie felici raccontano le loro storie con un senso di “noi” o di solidarietà. Si ha la sensazione che siano “in questo insieme”. Spesso le loro parole mostrano credenze, valori e obiettivi simili.

Quando la solidarietà e l’unione sono perse, i partner spesso descrivono la loro storia in un modo che enfatizza come li ha influenzati individualmente , piuttosto che come coppia. Danno la priorità a ciò che vogliono e ignorano le esigenze del loro partner.

E’ bene dire che Il conflitto è inevitabile in ogni relazione; ciò che conta è come vengono affrontati:  Le coppie infelici rimangono bloccate da questi argomenti ,dai problemi perché si concentrano su se stessi , e non su di loro.

Passo #5: Dettagli impersonali dei partner

Quando i partner in un rapporto di coppia hanno ricordi vividi e distinti l’uno dell’altro, è un segno che si capiscono e si rispettano a vicenda, e che si conoscono bene e fanno del loro meglio per stare lì l’uno per l’altro. È importante sapere cosa rende il tuo o la tua  partner triste o felice, o cosa gli interessa.

Le coppie che mancano di questa connessione non ricordano con umorismo o ricordi vividi. Parlano della loro storia in modo impersonale, non menzionando nulla di specifico l’uno dell’altro. Hanno perso le loro Mappa dell’amore l’una per l’altra.

Passo #6: le lotte relazionali ti allontanano

Le coppie che parlano della loro storia come caotica sono spesso infelici. Le storie che condividono non riguardano lo stare insieme o imparare da esperienze negative. È particolarmente chiaro che i problemi e i conflitti del passato non hanno rafforzato il loro legame anzi; Li ha allontanati.

In un rapporto di coppia felice, invece, entrambi esprimono con grande orgoglio la loro capacità di superare insieme momenti difficili. Glorificano la difficoltà e parlano di come ha rafforzato il loro legame. Sono stati in grado di usare le difficoltà come catalizzatore per crescere ed essere più vicini tra loro. Queste coppie condividono insieme un significato profondo e uno scopo di vita.

Ciò che conta è come le coppie interpretano gli eventi negativi e positivi della loro storia. Anche se ci sono una serie di eventi negativi, le coppie felici possono discutere di come sono cresciute insieme da quegli eventi, anche se hanno provocato una disconnessione temporanea.

Passo #7: Il rapporto di coppia non è all’altezza delle tue aspettative

È un chiaro segno che una coppia è a rischio di separarsi quando un partner esprime delusione per il suo rapporto. Quando questi partner ricordano le scelte del passato, spesso esprimono cinismo sull’impegno a lungo termine. E quando fanno quelle dichiarazioni ciniche, sono brevi e non cercano di spiegare le sfumature della situazione.

Invece, I partner soddisfatti credono che la loro relazione abbia soddisfatto le loro aspettative. Una coppia felice descrive di sapere che il loro partner era giusto per loro, anche se hanno affrontato qualche problema lungo la strada.

Messaggio finale

Mi auguro che questo articolo ti abbia fatto riflettere sul tuo rapporto di coppia fornendoti ulteriori riflessioni per comprendere meglio la situazione che vivi con maggior chiarezza.

Dott.ssa Donatella Valsi – Terapia di Coppia

A Roma o in modalità online

Via G.Luca Squarcialupo n. 3
Viale Marco Polo n. 86
Roma

Fonti:

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Come risolvere quando il partner ti critica sempre https://www.sentirepsicologia.it/2022/09/05/critica-sempre-partner-roma/ Mon, 05 Sep 2022 16:45:33 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1802

 La maggior parte delle coppie si criticano a vicenda rovinando così il loro rapporto sentimentale. In questo articolo, si cercherà di comprendere meglio la critica, uno dei predittori della fine di una relazione, e come disinnescarla in modo da essere più felici.

Abbiamo parlato, in un precedente articolo, di sei abilità individuate scientificamente che possono o vi possono essere utili per imparare a saper gestire in maniera più efficace i vostri conflitti di coppia; in questo articolo, ci focalizzeremo meglio sulla critica, uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse” così chiamati dai coniugi Gottman , dal nome dei biblici annunciatori di morte e rovina.

>>> Dal Blog: Sei abilità per gestire i conflitti di coppia – leggi di più <<<

La Critica : cos’è ?

La critica è un feroce assalto contro l’altro, a sfavore dell’altro partner e la sua presenza, testimonia la probabile imminente rottura di una relazione di coppia.

Non sorprende che questo tipo di attacco spesso inneschi la difesa e porti a un ciclo conflittuale a cui è difficile sfuggire.

La critica è un desiderio mascherato (che va smascherato!).

È un’espressione negativa di un bisogno reale. 

Come è stato detto sopra, è uno dei quattro cavalieri dell’Apocallisse…. 

C’è una buona notizia per te, per voi. 

Tra i quattro, secondo la ricerca dei coniugi Gottman, la critica è il cavaliere meno distruttivo!

Possiamo allora fare un respiro di sollievo? Assolutamente No! 

Le critiche soprattutto se continue possono corrodere la vostra relazione sentimentale e ridurla in cenere.

Criticare il / la partner  potrebbe “farti sentire meglio per un minuto”, ma mancare di rispetto e/o sminuire l’altro non produrrà mai la risposta o, cosa più importante, il cambiamento che cerchi. 

# 1 passo. La Critica: Riconoscila 

Molto spesso, i partner non sono consapevoli di criticare l’altro… Pertanto, il primo passo per sradicare le critiche dalla tua relazione è identificarle.

E’ importante da parte di entrambi i partner, saper individuare la critica quando si presenta durante le loro discussioni conflittuali; di solito, questa specifica capacità viene sviluppata mediante un percorso psicologico di coppia cosicché entrambi siano abili in autonomia nella gestione dei loro conflitti.

Come funziona la Terapia di coppia ? Leggi di più

Perché è importante riconoscerla? 

Quando la critica viene utilizzata per sollevare una preoccupazione, dà il tono all’intera discussione.

In effetti, il Dr. Gottman ha scoperto che il modo in cui inizia una conversazione determina l’esito di quella conversazione con una precisione del 96%.

In altre parole, se inizi una conversazione con le critiche, è probabile che non finisca bene e lascerai la conversazione peggiore di prima. Tuttavia, se la conversazione si mostra buona nei primi tre minuti, la conversazione probabilmente finirà bene.

Questo è il motivo per cui è così cruciale sollevare una preoccupazione delicatamente senza critiche. 

Come imparare a farlo? 

Più avanti nell’articolo, vi verrà esplicitato come fare per migliorare la vostra comunicazione di coppia, in particolare come sostituire la critica, parlando al partner in maniera più gentile ed empatica.

Pensi che sia il problema principale della vostra relazione ?

Puoi richiedere una call conoscitiva gratuita di coppia in modo da fornirvi le principali informazioni e rispondere alle vostre domande e chiarimenti.

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Ma prima di arrivare all’antidoto, parliamo un pò di più sui modi in cui i partner si criticano a vicenda.

Le critiche come si presentano?

Affermazioni esagerate : “sempre” e “mai”

Il più delle volte, quando qualcuno è critico, esprimerà una preoccupazione usando parole di esagerazione, come “sempre”, “mai”, “costantemente” o “tutto il tempo”. Le persone lo fanno nel tentativo di esprimere il loro punto di vista e comunicare quanto si sentono frustrati o turbati. Ad esempio, forse torni a casa e ci sono piatti sporchi in cucina per il terzo giorno consecutivo.

Quindi, dici: “Non fai mai i piatti! Sei sempre così pigro”. 

Stai cercando di comunicare quanto ti senti frustrato dal fatto che i piatti non siano fatti. Tuttavia, ciò che il tuo partner sente è che c’è qualcosa di sbagliato in loro stessi. Di solito, questo li farà pensare a esempi che contrastano la tua affermazione (come l’unica volta nell’ultima settimana che hanno fatto i piatti) e questo è ciò che condivideranno nella loro risposta. Questo, ovviamente, ti farà sentire inascoltato e ancora più frustrato.

Domande sul “perché”

“Perché non hai fatto i piatti oggi?”

Le domande sul “perché” spesso vengono fraintese come critiche. Ad esempio, potresti essere sinceramente curios* di sapere perché i piatti non sono fatti. Tuttavia, il / la  partner molto probabilmente  sentirà mentre poni le tue domande che c’è qualcosa di sbagliato in loro per non fare i piatti. Tutto questo è particolarmente vero se entrambi siete in una prospettiva negativa l’uno con l’altro (ovvero non “date mai il beneficio del dubbio all’altro”)

Battute o critiche?

Scherzare con il tuo partner su qualcosa che non ti piace di loro o che desideri fosse diverso può sembrare innocuo o addirittura giocoso, ma di solito è un modo passivo-aggressivo di dire ciò che vuoi senza essere diretto. È raro che qualcuno faccia una battuta su qualcuno che non includa almeno un accenno di verità in esso. E, anche se credi che non ci sia alcuna verità nella tua battuta, il tuo partner potrebbe sentirlo in quel modo. Il tuo partner si sentirà particolarmente criticato (e probabilmente un po’ imbarazzato soprattutto in presenza di altre persone).

Dichiarazioni “Dovresti…”

Le dichiarazioni “dovrei” dirette verso te stesso possono portare a sensi di colpa, vergogna e ansia. Le dichiarazioni “dovresti” dirette verso gli altri, come il tuo partner, li porteranno a sentirsi giudicati e svergognati.

Ad esempio, dire “Avresti dovuto sapere che avrei voluto che i piatti fossero fatti”

o “Non dovresti caricare la lavastoviglie in quel modo” implica che tu sappia meglio e che c’è qualcosa di sbagliato in loro per non sapere.

Correggere qualcosa che ha fatto di “sbagliato”

La critica può anche presentarsi sotto forma di comunicazione non verbale.

Ad esempio, forse tu e il tuo partner caricate la lavastoviglie in modo diverso e credete che il vostro modo sia il modo migliore.

Quindi, dopo aver caricato la lavastoviglie, entri e “correggi” ciò che hanno fatto.

Questo invierà il messaggio che il tuo partner ha sbagliato e la tua strada è la strada giusta. La sensazione di critica sarà esacerbata se sei visibilmente infastidito o irritato mentre stai “correggendo le loro malefatte”.

Preoccupazioni condivise in preda alla rabbia e al risentimento

Se prima di comunicare al tuo / alla tua partner ti sei innervosit*, arrabbiat* o provi risentimento riguardo un episodio o un fatto non attinente con la tua relazione, questo potrebbe influire negativamente sulla tua comunicazione. Pertanto ciò che comunichi in questo specifico stato emotivo, può essere frainteso.

La critica sarà nel tuo tono.

Dunque, dovrai fare il lavoro di de-escalation e sintonizzarti su di te (i tuoi sentimenti e bisogni interiori) prima di comunicare al / alla partner.

#2 passo: L’ANTIDOTO ALLA CRITICA

La critica è prevalente nelle relazioni perché è un modo per noi di esprimere le nostre preoccupazioni senza essere vulnerabili. È una forma di espressione difesa e le relazioni non possono avere successo da un luogo di difesa. Devi essere vulnerabile nella tua relazione perché funzioni.

Per fare questo, sposta la tua prospettiva da ciò che non ti piace esternamente (cioè il comportamento del tuo partner) a ciò che sta accadendo internamente (cioè, come ti senti e di cosa hai bisogno).

Se non fai questo lavoro, il tuo / la tua partner non sarà in grado di sentirti e le tue esigenze non saranno soddisfatte.

Per iniziare, può essere utile seguire l’antidoto del Dott. Gottman alle critiche: si compone dei seguenti tre passaggi:

(1) Mi sento… (2) su cosa … (3) Ho bisogno di….

Esempio:

Critica: “Non vai mai a pagare le bollette!”

Esprimiti così: “Io sono preoccupat* (ci si riferisce a se stessi,al proprio stato d’animo/emozione) perché le bollette sono ancora tutte da pagare.(descrizione del bisogno)

All’interno di ogni preoccupazione, c’è un desiderio o un bisogno. Se riesci a identificare di cosa si tratta, puoi comunicarlo al tuo / alla tua  partner in un modo che possano sentire. Questo ti darà le migliori possibilità di soddisfare le tue esigenze.

Messaggio finale

Quindi, la prossima volta che ti senti arrabbiat* per qualcosa che il tuo / la tua partner ha fatto (o non è riuscit* a fare), concediti un po’ di tempo per allentare, sintonizzarti sul tuo mondo interno e identificare i tuoi sentimenti vulnerabili e bisogni fondamentali. 

>>> Dal Blog: Capire il proprio mondo emotivo. Leggi di più <<<

Trova poi un po ‘di tempo per comunicarli all’altro. 

L’auto-riflessione, l’autoconsapevolezza ed esprimere le proprie vulnerabilità, potranno aiutarvi a cambiare drasticamente i modelli di comunicazione nella relazione in modo da  preparare te e il tuo partner per il successo della relazione di coppia.

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi – Psicologa Clinica

Via Gian Luca Squarcialupo 3, 00162 Roma RM
Viale Marco Polo 86, 00154 Roma RM

Fonti

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Cosa aspettarsi quando si va alla terapia di coppia https://www.sentirepsicologia.it/2022/08/08/terapia-di-coppia-cosa-serve/ Mon, 08 Aug 2022 16:11:56 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1762

Questo articolo esplora come funziona e come si svolge la terapia di coppia in modo da fornirvi le informazioni che necessitate conoscere

terapia di coppia cosa aspettarsi psicologa roma

Dott.ssa Donatella Valsi

Psicologa Clinica

Roma e Online

www.sentirepsicologia.it

Com’è davvero la Terapia Di Coppia 

(introduzione,descrizione,obiettivi)

La terapia di coppia consiste nell’aiutarvi ad imparare e ad introdurre concretamente nella vostra quotidianità alcuni strumenti in modo da migliorare la vostra relazione sentimentale. 

La terapia di coppia è utile per imparare  a come essere partner migliori se si riscontra che questo non si verifica nella realtà o se questa qualità è mutata nel corso del tempo ; un modo per essere un partner migliore è sicuramente cambiare il nostro modo di comunicare ed ascoltare attivamente e con empatia il proprio / la propria partner;ciò può essere imparato durante un percorso psicologico di coppia.

Bauman: ‘Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione’

La psicologa o lo psicologo di coppia lavora anche per rimuovere l’idea che essere in conflitto sia un male o il pensare di fare qualcosa di sbagliato se non si è d’accordo con il / la partner. 

E’ bene dire che I conflitti sono naturali : l’importante è trasformare “il conflitto distruttivo” in “costruttivo”; e questo può verificarsi mediante la terapia di coppia.

Inoltre, la psicologa  può capire dove si sperimentano gli ostacoli nell’approccio al conflitto e come si affrontano le risposte fisiologiche agli stati emotivi; Può anche valutare i tentativi di riparazione dopo un conflitto.

Ti presento il Metodo Gottman, l’orientamento teorico da me scelto, clicca per saperne di più

Secondo il Dr. John Gottman, le coppie aspettano in media sei anni prima di prendere la decisione di cercare una terapia di coppia. Sono sei lunghi anni passati a battere la testa contro il muro sperando in un risultato diverso. Questo è anche il tempo più che sufficiente per aver coltivato alcune abitudini di comunicazione inefficaci e persino decisamente inutili.

Importanza della valutazione iniziale di coppia 

Cosa valuta la psicologa ?

All’inizio del percorso, la psicologa ha bisogno di avere la possibilità di entrare nel tuo mondo, il tuo e quello del / della  partner, cercando con il  passare del tempo nel corso dei colloqui, di  capire come interagite tra di voi e quali sono i punti deboli e di forza della vostra relazione.

La valutazione di coppia identifica ciascuna delle due rispettive personalità, dei propri bisogni, ciò che  innesca i partner nei litigi e come vengono affrontati gli episodi spiacevoli della vita. Implica capire come le due individualità si incontrano e come reagiscono reciprocamente. 

L’incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: se cè una reazione, entrambi si trasformano. ( C.G. Jung) 


Psicologa di coppia Roma Online Donatella Valsi

La mia formazione specifica al Metodo Gottman per la Terapia di coppia, mi permette di condurre una valutazione strutturata e approfondita delle coppie con cui lavoro. 

Dott.ssa Donatella Valsi

Seguendo questo approccio, è importante ascoltare i rispettivi partner, uno ad uno in modo da esprimere le proprie preoccupazioni e speranze su ciò che la terapia può realizzare; inoltre, fin dall’inizio è fondamentale costruire una relazione di fiducia con l*  psicolog* in modo da sentirsi sicuri che vi possa comprendere ed aiutare.

Restituzione finale alla coppia

Al termine dei colloqui di valutazione, mediante la sessione di restituzione si mostrano i risultati emersi o meglio i punti di forza (perché tutte le coppie li hanno) e le aree di crescita, da migliorare.

 Questa sessione di restituzione finale,  non ha lo scopo di farvi sentire imbarazzati o preoccupati per i vostri sentimenti ! 

E’ necessaria per presentare gli esiti specifici della coppia (ogni coppia ha le sue peculiarità) e definire insieme gli obiettivi da raggiungere. 

Cosa aspettarsi dalla Terapia di Coppia ?

  • E’ bene dire che la crisi o un problema di coppia è responsabilità di entrambi; non si punta il dito contro l’altro, aggravando le sue colpe ma anzi è importante riconoscere la co-responsabilità di entrambi
  • Importanza della propria individualità: In alcuni casi, seguendo le indicazioni del professionista, il percorso psicologico individuale può influire e beneficiare ulteriormente la terapia di coppia; Inoltre, la terapia di coppia permette anche di compiere un  lavoro individuale e di messa in discussione dei propri comportamenti, di primaria importanza per la buona riuscita.
  • Motivazione a cambiare: Per iniziare, ogni partner deve essere d’accordo e soprattutto motivato  e pronto al cambiamento.
  • Continuità: La terapia di coppia non si esaurisce con ogni appuntamento concordato insieme ma continua al di fuori della seduta mediante lo svolgimento di specifici “compiti a casa”.
  • Aspettative irrealistiche: La terapia di coppia non risolve tutti i nostri problemi ma ci potrebbe insegnare i modi per saperli affrontare in maniera più efficace.
  • Aumentare la comunicazione: Permette di dirsi cose che non si è mai detti o rivelare informazioni nuove.

Dott.ssa Donatella Valsi – Psicologa Roma e Online

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La gelosia come affrontarla…normale o patologica? https://www.sentirepsicologia.it/2022/05/20/gelosia-come-affrontare-malata/ Fri, 20 May 2022 14:30:34 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1730 Si cerca di definire il significato e la differenza della gelosia romantica “normale” e “patologica”, perché si è gelosi e come utilizzarla in modo costruttivo all’interno di una relazione di coppia
Gelosia terapia di coppia psicologa roma

Dott.ssa Donatella Valsi – Psicologa di Coppia Roma e Online

Mi sono interessata allo studio delle dinamiche di coppia ed è abbastanza frequente nei partner provare la gelosia.

La gelosia è un’emozione molto complessa e può avere molteplici manifestazioni ed a sua volta diverse conseguenze: può comparire quando potremo sentirci negati dal partner, non considerati come vorremo, o peggio non amati…

Probabilmente, anche a te che leggi, ti sarà successo di essere geloso o gelosa.

Quando siamo gelosi, proviamo una forte angoscia, sentiamo un terribile dolore e potremo comportarci in modo del tutto irrazionale ed impulsivo…

Questo articolo ha l’intento di aiutarti, di essere uno strumento mediante il quale potrai comprendere un po’ di più la gelosia, tua o del tuo o della tua partner, e se lo riterrai necessario, affrontarla in un percorso più approfondito come un percorso psicologico individuale o di coppia.

Che cos’è la gelosia ?

La gelosia, come ho scritto all’inizio di questo articolo, è un’emozione complessa, ben diversa dall’invidia con la quale condivide certe somiglianze e con la quale viene spesso confusa : l’invidia deve coinvolgere solo due individui – l’invidioso e l’invidiato – mentre la gelosia implica sempre un trio.

La gelosia ci assale quando abbiamo l’idea di poter perdere da un momento all’altro la persona amata e di essere abbandonati; abbiamo paura della separazione con il nostro / la nostra partner, paura di non avere nessuno che si prenda cura di noi…

Gelosia “Sana” & Gelosia “Patologica”

Molto importante è riuscire a riconoscere, compito non facile, se la nostra gelosia è “sana”, o meglio non è nociva per il nostro equilibrio psicologico, per la nostra relazione sentimentale e per l’altra persona.

Una gelosia “sana” raggiunge livelli accettabili e fa sentire l’altro considerato, riconosciuto, amato e, in piccole dosi, aggiunge vivacità, rinforza l’intimità della relazione e si basa su un rapporto di reciprocità: io ti amo e mi fido di te, tu mi ami e ti fidi di me.

La gelosia, invece, diventa patologica quando si attiva anche in assenza di un evento reale, inventando una realtà inesistente e costruendo, in una sorta di delirio, scenari di persone, situazioni e luoghi pressoché immaginari.

Il geloso patologico vive in un continuo stato di sospettosità, controllo, paura irrazionale che sfocia nell’angoscia e nell’abbassamento dell’autostima; inoltre,può anche essere causata da paure infondate proiettate dalla persona gelosa all’interno della coppia.

Le radici della gelosia : la vulnerabilità e il non sentirsi all’altezza dell’amante

Il nostro personale senso di vulnerabilità e di inferiorità verso l’altro, può far innescare in noi la gelosia nei confronti del partner.

Spesso, le azioni del geloso o della gelosa (controllo, investigazioni, aggressioni e vendette) nascono da lì, dal proprio senso di inferiorità; la gelosia può essere “nascosta” mediante l’orgoglio e da azioni verbali e non verbali in modo da evidenziare il proprio valore, allontanando da sé le proprie vulnerabilità.

Oltre questo, i sentimenti che nutriamo verso l’amato o l’amata possono al tempo stesso, farci temere di non essere alla sua altezza e che ci sarà un’altra persona “meglio di noi” a conquistarlo o conquistarla; così, la vita affettiva si plasma intorno al bisogno di controllare la perdita temuta.

Metodo Gottman per la terapia di coppia & Gelosia

In un’intervista, al Dr. John Gottman è stato chiesto una volta cosa fare contro la “gelosia insaziabile” nelle relazioni; di seguito, una sua affermazione:

Credo che ogni persona abbia aree di vulnerabilità duratura. Affinché un matrimonio abbia successo, queste vulnerabilità devono essere comprese e onorate.

Questa affermazione cambia il concetto della gelosia : invece di essere qualcosa da evitare nelle relazioni, la gelosia può diventare un’opportunità per connettersi con il partner.

“La vulnerabilità è il luogo di nascita dell’amore, dell’appartenenza, della gioia, del coraggio, dell’empatia e della creatività. È la fonte della speranza, dell’empatia, della responsabilità e dell’autenticità”

(Brene Brown)

La gelosia come comprensione di noi stessi e del partner

Abbraccia la Vulnerabilità!

Quando capisci perché diventi geloso o gelosa, puoi gestirlo in modo compassionevole e costruttivo. Riconoscere e abbracciare le vulnerabilità durature del tuo partner, così come le tue, rafforzerà la tua relazione.

Conosci te stesso – Conosci te stessa

La gelosia in una relazione può riguardare più le tue vulnerabilità che le azioni del tuo partner. Ad esempio, potresti essere incline alla gelosia se hai avuto esperienze dolorose nel tuo passato. È importante parlare con il tuo partner di queste esperienze in modo da poter essere consapevole dei fattori scatenanti l’uno dell’altro e rispettarli.

Come scritto sopra, la gelosia può essere guidata da una bassa autostima o da una scarsa immagine di sé. Se non ti senti attraente e sicuro di te, può essere difficile credere veramente che il tuo partner ti ami e ti apprezzi. Altre volte, la gelosia può essere causata da aspettative irrealistiche sulla relazione.

Usa la gelosia in modo costruttivo

E’ importante dire al tuo partner come ti senti prima che la tua gelosia si trasformi in risentimento.

Di seguito, alcuni passi da attuare in modo da avviare un dialogo più gentile con il tuo la tua partner in merito alla gelosia.

Quando la sollevi, attieniti alle affermazioni “io” ed evita di dire cose come “tu sempre” o “non hai mai”. Parla dei tuoi sentimenti sulla situazione specifica ed evita dichiarazioni generiche sul carattere del tuo partner. Dì ciò di cui hai bisogno, non ciò di cui non hai bisogno.

Ad esempio, “Mi sento ansioso quando non so dove sei o con chi sei quando sei fuori. Ho bisogno che tu mi mandi un messaggio e mi faccia sapere”.

Più parli, più sana sarà la tua relazione.

C’è una relazione specifica che ti sta mettendo a disagio?

 Stai scoprendo che sei stato bloccato o che il comportamento del tuo partner è cambiato di recente?

Tu e il tuo partner dovreste essere aperti l’uno con l’altro sulle amicizie e sui rapporti di lavoro.

La trasparenza ti aiuterà a sentirti più sicuro.

Se non sei sicuro dei confini, una buona regola empirica è chiederti:

“Come mi sentirei se sentissi il mio partner avere questo tipo di conversazione con qualcun’altro?”

Se ciò facesse male, allora si sta attraversando un confine.

Mostratevi l’un l’altro quanto vi apprezzate mettendo la vostra relazione prima del vostro lavoro, dei vostri colleghi e dei vostri amici. Ogni volta che lo fate, costruite fiducia.

Comprendendo ciò che sta guidando i tuoi sentimenti e onorando le vulnerabilità accattivanti l’uno dell’altro, puoi essere usata in modo costruttivo.

Le sue conseguenze

La gelosia provata può avere delle ripercussioni sulla nostra psiche, sulla nostra percezione della realtà e sulla memoria; infatti, può accadere di concentrarsi soprattutto sull’esame minuzioso di tutti quegli eventi (o persone) che potrebbero costituire minaccia al proprio rapporto di coppia.

Inoltre, si è capace di ricordare esattamente ogni singolo fatto che sia stato fonte di dubbio (l’orario di un appuntamento, il vestito indossato in quell’occasione, ecc.).

Gelosia “morbosa” e conseguenze

Qualora si presenti un eccesso della paura di perdere la persona amata, si parla di gelosia morbosa, che comporta una forte convinzione, spesso infondata, che il proprio partner sia coinvolto in altre relazioni affettive e/o sessuali.

Capita quindi spesso che persone che soffrono in modo morboso possano controllare o spiare la persona amata e, in alcuni casi, possono persino esercitare forme di controllo molto aggressive sul partner per prevenire l’infedeltà (usare violenza verbale, fisica ed attuare comportamenti distruttivi nei suoi confronti ed anche verso il o la rivale).

Amore & Gelosia

Amare qualcuno vuol dire riconoscerlo nella propria individualità, ma soprattutto significa essere liberi.

Contrariamente a quello che si possa pensare, unione non significa fusione, niente di più sbagliato, ma rispetto della libertà altrui.

La gelosia, se eccessiva, può sfociare nella possessività, cioè possedere l’altro e la sua libertà.

La libertà è la fiducia che permette di vivere una vita di coppia felice.

Le relazioni di coppia fluttuano tra passione, coccole, pariteticità, crescita a scambio reciproco. Quando ci si focalizza sul vicendevole possesso si vira ineluttabilmente e irrimediabilmente verso la distruzione del rapporto.

Dott.ssa Donatella Valsi – Psicologa di Coppia, Roma e Online

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Fonti:
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Come superare il Tradimento di Coppia https://www.sentirepsicologia.it/2022/03/23/superare-un-tradimento-partner/ Wed, 23 Mar 2022 17:26:56 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1588

L’articolo descrive ciò che si prova sia quando si attua un tradimento e sia quando lo si subisce: entrambi i partner possono vivere un’esperienza dolorosa che insieme possono superare

Tradimento di coppia come superare psicologa roma online

Sentirsi traditi dal propri* partner è un’esperienza altamente spiacevole; possiamo sentirci tali in diverse circostanze :  quando si verifica la divulgazione dannosa di informazioni riservate, la slealtà, l’infedeltà, la disonestà.

Tutto ciò possiamo viverlo con una notevole angoscia, disperazione e possiamo sentirci delusi.

Chi vive l’infedeltà può sentirsi come se fosse sulle montagne russe emotive; Tanto che la maggior parte delle coppie coinvolte nella tragedia di una relazione possono affermare di non aver mai provato emozioni così intense.

Vivere il Tradimento

Il partner tradito può sentirsi danneggiato dalle azioni intenzionali e dalle omissioni di verità dell’altro; Il tradimento viene scoperto e con esso entra in frantumi la fiducia e l’idea che avevamo dell’altro e della nostra relazione.

Ad esempio, molti partner traditi rimuginano sull’infedeltà e chiedono:

“Come ha potuto il/la mi* partner farmi questo?” o “Ho così tanta rabbia e risentimento che mi spaventa. Non potrò mai più fidarmi di lui/lei”.

D’altra parte, il partner traditore dice spesso:

“Ero solito implorare al mio partner più attenzione che sono riusciut* ad ottenere dal /dalla mi* amante. Non sono sicur* che il/la mi* coniuge si fiderà mai più di me, non importa quello che fa per mettermi alla prova”.

Il tradimento può avere molteplici significati: può essere vissuto come violazione della promessa, come un atto ricercato ed intenzionale, come danno morale, come traumatico, come delusione.

Effetti del Tradimento

Gli effetti del tradimento includono shock, perdita e dolore, preoccupazione morbosa, autostima danneggiata, insicurezza, rabbia.

Non di rado producono cambiamenti che alterano la vita vissuta fin in quel momento.

Gli effetti negativi del tradimento non vengono vissuti solo dal partner tradito ma anche dal traditore; quest’ultimo può sentirsi colpevole, indegno, ed iniziare a svalutarsi completamente.

Salute Mentale & Tradimento

Gli effetti di un tradimento catastrofico sono più rilevanti per le persone che soffrono di disturbi mentali, in particolare in chi soffre di disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e disturbo post-traumatico da stress.

Comprendere il Tradimento

Per poter comprendere meglio, è fondamentale tener presente che i tradimenti di regola non compaiono dal nulla.

Esaminando i dati relativi a centinaia di coppia all’interno delle quali c’erano stati dei tradimenti, John Gottman, studioso nel campo della terapia di coppia, ha scoperto ben 24 segni premonitori che lasciavano presagire e di fatto portano a un successivo tradimento.

Gli studi dedicati alle coppie afflitte da un tradimento hanno rivelato che, all’inizio, i partner o i coniugi spesso sono felici e innamorati;

Con il passare del tempo, però, le loro scarse abilità di gestione dei conflitti presentano il conto e le liti divengono sempre più aspre, oppure cessano completamente.

 Alla fine  in entrambe le modalità li portano a chiudersi ed a evitare del tutto di discutere riguardo i temi su cui si trovano in disaccordo.

Dopo un pò rinunciano a qualsiasi forma di sincera discussione, ignorandosi reciprocamente.

Lentamente si chiudono nella più profonda solitudine.

Proprio nel momento in cui sprofondano negli abissi più desolati, ecco che uno dei due partner scopre una bellissima nuova fonte di vitalità.

Non passa molto tempo ed ecco che c’è un’altra..

Un’altro …quello che ascolta, quella che ride,che capisce che porta brioches fresche ogni mattina.

Generalmente, possiamo affermare che l’incapacità di gestire i conflitti, le discussioni ed i litigi, portano i partner ad allontanarsi sempre di più ed a perdere la loro connessione emotiva reciproca.

Ovviamente, questo rappresenta uno dei motivi possibili per attuare un tradimento.

La fiducia come causa del Tradimento

Contrariamente a quello che molti credono, non si tratta di immoralità o debolezza di carattere, del desiderio selvaggio o dalla tentazione sfrenata.

I tradimenti si verificano a causa di un’erosione della fiducia coniugale che ha inizio molto prima del tradimento vero e proprio.

Il crollo della fiducia si verifica quando i partner si allontanano sempre di più l’uno dall’altro; gli apprezzamenti vengono messi a tacere anziché essere espressi ;  le opinioni critiche di un coniuge hanno il sopravvento e infine iniziano i confronti con gli altri che gettano un’ombra di negatività sul partner.

Tutto questo infetta e alla fine distrugge l’intimità di coppia.

Come costruire la fiducia dopo l’infedeltà

IMPARARE A FIDARSI DI NUOVO

Imparare a fidarsi di nuovo dopo il tradimento è un processo lento ed estremamente impegnativo. Entrambi i partner devono prima accettare che ognuno di loro ha del lavoro da fare per riprendersi dal dolore.

Il Dr. John Gottman spiega che ripristinare la fiducia è un’azione piuttosto che una credenza.

Si tratta più di considerare ciò che fa il tuo partner piuttosto di quello che dice .

E’ possibile superare la sfiducia e il risentimento dopo il tradimento.

La coppia potrà davvero superare un tradimento quando riuscirà a gestire questa ferita emotiva mettendola in una prospettiva nuova: cioè quando non sarà solo occasione di dolore ma quando si sarà rivelata un’occasione utile per crescere e cambiare insieme.

Dott.ssa Donatella Valsi Psicologa Clinica e di Coppia

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Fonti:
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Sei abilità per gestire i conflitti di coppia https://www.sentirepsicologia.it/2022/02/08/gestire-i-conflitti-di-coppia/ Tue, 08 Feb 2022 12:39:12 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1548

Viene illustrato come i partners possono avere una maggiore soddisfazione sentimentale migliorando la propria capacità di gestire i conflitti di coppia mediante l’acquisizione e il potenziamento di abilità specifiche relazionali

gestire i conflitti di coppia psicologa roma online

Molte relazioni si imbattono in liti furibonde, in conflitti di coppia inestricabili, che portano inevitabilmente momenti difficili di disagio psicologico e relazionale ed alla probabile rottura della coppia.

Di seguito, vengono evidenziate sei abilità che possono o vi possono essere utili per imparare a saper gestire in maniera più efficace i vostri conflitti; queste abilità sono state individuate dalla ricerca scientifica da parte del Dr. John Gottman insieme a sua moglie Julie Schwartz e colleghi, fondatori del Metodo Gottman per la Terapia di coppia.

Cosa fare per gestire i conflitti con il/la propri* partner?

Sei abilità per gestire i conflitti di coppia

La prima riguarda il modo in cui si dà voce a una lamentela : se lo si fa esordendo dolcemente anziché sollevando critiche o manifestando disprezzo, la cosa funziona meglio .

Quando un partner opta per un esordio dolce, il suo discorso prende avvio dalla descrizione di un proprio sentimento piuttosto che da un tratto negativo dell’altra persona.

Per esempio, anziché dire: “Sei così pigro, ed irresponsabile … ecc”,

Si dirà: “Sono preoccupat* perché le bollette sono ancora tutte da pagare”.

In questo modo, si eviterà ad inveire contro l’altro, puntando il dito rivolto al/alla propri* partner, focalizzandosi su un tratto negativo che possiede secondo il nostro punto di vista;

preferendo,invece, un avvio alla conversazione più gentile, in modo da descrivere i propri bisogni e necessità e il nostro stato emotivo.

La seconda abilità sta nel dare spazio alle proposte del partner quando si lavora sulla ricerca di un compromesso.

Il compromesso e la ricerca di un terreno comune per il “sì” : si origina proprio all’inizio di una discussione sul problema; è la fase di costruzione in cui appare per la prima volta l’accettazione del condizionamento (Gottman, 1979).

Lasciarsi influenzare ha una forza sia per gli uomini sia per le donne.

Inoltre accettare l’influenza dell’altro, determina tentativi di riparazione efficaci durante il conflitto.

Abbiamo anticipato così la terza abilità : rappresentata dalle capacità di riparazione della coppia nel nel bel mezzo di una conversazione.

Quando ci si rende conto che la discussione ha preso una brutta china, prima si cerca di riparare e meglio è.

la quarta consiste nell’abilità della coppia di disinnescare una lite quando i quattro cavalieri (più avanti ti spiegherò quali sono) hanno già preso il sopravvento.

La quinta capacità per gestire i conflitti di coppia è di mettere in atto strategie di auto rilassamento prima che l’ arousal fisiologico faccia scivolare la discussione verso il caos.

Le coppie particolarmente abili decidono di interrompere la conversazione per uscire a calmarsi.

La sesta è di cruciale importanza quando tutto il resto fallisce: la capacità della coppia di elaborare,di superare un evento spiacevole o una brutta lite.

I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse

Impara a riconosceli per disinnescare i conflitti di coppia!

Innanzitutto, esistono quattro principali fattori predittivi della fine di una relazione.

 Sono stati chiamati “ i quattro cavalieri dell’apocalisse” così dai coniugi Gottman , dal nome dei biblici annunciatori di morte e rovina.

Il Primo Cavaliere è presentato dalle Critiche.

 Se i partner fanno regolarmente ricorso alle critiche per dar voce alle proprie lamentele tendendo a ricondurre un problema ai difetti caratteriali dell’altro,  la relazione lentamente crollerà a picco.

Affermazioni quali : “Non lavi mai i piatti” oppure “Sei così egoista” suscitano  solo risentimento anziché desiderio di collaborazione e reciproco aiuto.

Il secondo Cavaliere e il Disprezzo.

I coniugi che provano disprezzo agiscono con superiorità .

Prendono in giro il partner oppure ricorrono al sarcasmo, dicendo per esempio :“oh, ti fa male il mignolo? Poverina! Una buona scusa per non lavare i piatti…per l’ennesima volta”.

 Quando un partner lancia messaggi di disprezzo, non soltanto distrugge la felicità della relazione, bensì riduce in brandelli il sistema in immunitario del partner attaccato.

Cosa dicono gli studi scientifici a riguardo?

Il numero di volte in cui un partner riceve messaggi di disprezzo dall’altro durante una discussione conflittuale della durata di 15 minuti , predice il numero di malattie infettive che il partner attaccato contrarrà nel corso dell’anno successivo.

 (Per saperne di piu’ The Gottman Institute | A research-based approach to relationships )

Il disprezzo distrugge le relazioni molto velocemente!

Mettersi sulla difensiva: il terzo cavaliere

Anche i partner che reagiscono l’uno nei confronti dell’altro facendo ricorso al terzo cavaliere ovvero ritirandosi sulla difensiva sono destinati ad assistere al fallimento della loro relazione.

Il quarto ed ultimo Cavaliere é l’ostruzionismo

Gottman e Levenson hanno rilevato che quando i partner vanno incontro ad arousal fisiologico durante una discussione conflittuale e il battito cardiaco supera le 100 pulsazioni al minuto ,spesso riducono al minimo le risposte verbali, distogliendo lo sguardo e allontanandosi anche fisicamente.

 Così facendo escludono il partner diventando in effetti una specie di muro di pietra.

 Sbattere contro un muro e terribile per una relazione!

I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse e la fine di una relazione

Le coppie da essi afflitte divorziano in media 5-6 anni dopo il matrimonio.

Coppie felici vs Coppie infelici..in cosa si distinguono?

E’ possibile distinguerle da alcune caratteristiche e modalità specifiche di stare nella relazione insieme al saper gestire i conflitti di coppia;le prime sono capaci di riparare le seconde invece no.

Tutte le coppie vivono litigi e momenti spiacevoli ma il modo di affrontarli, sicuramente, li rende più felici e soddisfatti nelle loro relazioni.

Le coppie esperte non nascondono sotto il tappeto brutte liti ed eventi spiacevoli, facendo finta che non siano mai avvenuti.

 Al contrario, ritornano sull’accaduto, parlandone e cercando di comprenderlo.

Prestano ascolto ai sentimenti , ai punti di vista dell’altro.

Riescono a capire in che cosa ciascuno dei due abbia sbagliato quindi si assumono le proprie responsabilità per ciò che si rammaricano di aver detto , fatto e chiedono scusa.

Le interazioni positive alleate per gestire i conflitti di coppia

I nostri quattro cavalieri non sono i soli potenti fattori predittivi in cui ci siamo imbattuti.

Contano molto anche le interazioni positive soprattutto nelle situazioni conflittuali.

Quando i partner si ritrovano a discutere di un problema, se riescono ad esprimere comprensione di empatia, sorridono, cercano di operare una piccola riparazione o dicono qualcosa di divertente, è assai probabile che la loro relazione abbia successo e sono in grado di gestire i conflitti di coppia. (leggi di più su come aumentare la connessione emotiva)

Gestire conflitti di coppia terapia psicologica roma e online
Dott.ssa Donatella Valsi, Psicologa Clinica e di Coppia

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Fonte:

Dieci principi per una terapia di coppia efficace – Julie e John Gottman

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La Connessione emotiva: l’ingrediente d’amore https://www.sentirepsicologia.it/2021/09/07/la-connessione-emotiva-legame/ Tue, 07 Sep 2021 09:51:11 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1393

Viene esplorato come la connessione emotiva di coppia, la quale ha delle forti ripercussioni sulla relazione e sulla salute psicologica dei partners

legame emotivo psicologa di coppia

Connessione emotiva della coppia : cos’è?

Avere una connessione emotiva significa che puoi andare dal/dalla tu* partner e condividere qualsiasi cosa. È la consapevolezza che sia tu che il/la partner avete empatia reciproca.

Sai che il/la tu* partner sarà sempre lì per te, indipendentemente dalle circostanze.

 I legami emotivi si basano sulla fiducia e sulla sicurezza che i partner possono offrirsi reciprocamente.

Quanto è importante una connessione emotiva in una relazione? Tanto!

Qual ‘è l’ingrediente segreto per la connessione emotiva?

Fondamentale per la connessione emotiva è la sicurezza emotiva.

La dottoressa Sue Johnson, creatrice della Terapia di coppia focalizzata sull’emozione, afferma precisamente che il bisogno più importante dell’umanità è una connessione emotiva sicura.

La sicurezza emotiva ci consente la libertà di collaborare, sognare, essere creativi, condividere idee, provare maggiore compassione ed esprimerci liberamente gli uni con gli altri.

Le ultime ricerche in neurobiologia mostrano che la sicurezza emotiva è uno degli aspetti più importanti di una connessione soddisfacente in una relazione d’amore. Dobbiamo sentirci al sicuro prima di essere in grado di essere vulnerabili e, come ci ricorda 

Brené Brown, “La vulnerabilità è il luogo di nascita dell’amore, dell’appartenenza, della gioia, del coraggio, dell’empatia, della responsabilità e dell’autenticità”.

Alcune persone vengono scoraggiate dall’idea di dare priorità alla sicurezza nella loro relazione perché equiparano una relazione “sicura” a una “noiosa”, ma si scopre che la relazione sicura che tutti desideriamo viene coltivata meglio quando ci sentiamo al sicuro.

L’attaccamento sicuro crea un legame emotivo tra due partner di stabilità, intimità e fiducia.

Quando il nostro corpo e la nostra mente sperimentano la sicurezza, il nostro sistema di impegno sociale ci consente di collaborare, ascoltare, entrare in empatia e connetterci, oltre ad essere creativi, innovativi e audaci nel nostro pensiero e nelle nostre idee. Questo ha benefici positivi per le nostre relazioni e per le nostre vite in generale.

Per saperne di più su come costruiamo le nostre relazioni interpersonali (non solo quelle romantiche) puoi approfondirlo qui .

Benefici della connessione emotiva di coppia

Mantenere la connessione emotiva relazionale, permetterà al tuo rapporto di sperimentare una minore distanza emotiva, ciò vorrà dire che la coppia vivrà minori problemi emotivi. Inoltre promuove il perdono, l’impegno e aumenta il morale.

Ecco i vantaggi di una connessione emotiva tra due partner amorevoli.
  • Durata della relazione più longeva

Una connessione emotiva può aiutarti a legarti per molto tempo con il partner.

  • Una miglior Intimità di coppia

Quando sei emotivamente connesso, la tua vita intima sarà meravigliosa anche nella sfera sessuale. L’intimità fisica e il tocco fisico come il tenersi per mano, aumenta le connessioni romantiche sia per gli uomini che per le donne.

  • Migliora il tuo umore generale

 Quando sei veramente legato emotivamente con qualcuno in una relazione intima, il tuo corpo rilascia l’ormone che migliora l’umore chiamato ossitocina. Questo ormone migliora naturalmente il tuo senso di autostima, fiducia, ottimismo e fa scattare la parte del tuo cervello che forma legami. L’ossitocina è anche utile per altri aspetti della vostra salute. Ad esempio, aumenta l’orgasmo, riduce lo stress, migliora la motilità intestinale, abbassa la pressione sanguigna, riduce il cortisolo e richiede una guarigione più rapida.

Come creare la connessione emotiva?

  1. Conosci emotivamente il/la partner e rispettilo/rispettala

Conoscersi a livello emotivo può aiutare a costruire un rispetto reciproco che è essenziale per una relazione a lungo termine e salutare. Mostrare rispetto è essenziale nelle relazioni sane. Ciò significa che apprezzi il tuo partner, consideri i suoi pensieri e sentimenti e li rispetti come persona, non solo come tuo partner. Il rispetto mostrato ti aiuta a sentirti apprezzato dal tuo partner.

  1. Fate conversazioni fantastiche insieme

E’ bello essere in grado di condividere la tua vita con qualcuno con cui puoi avere una conversazione profonda e significativa? Essere emotivamente in sintonia significa essere in grado di parlare di qualsiasi cosa, da argomenti più banali ad argomenti più seri.

  1. Comunica ciò che senti

Non c’è niente di più frustrante di sapere come ti senti e non essere in grado di esprimerlo a parole con il/la tu* partner. Quando la tua relazione ha una profonda connessione emotiva, sei più in sintonia con i desideri e le esigenze degli altri. Sai come comunicare con loro ed altrettanto importante, sai anche come ricambiare.

  1. Create un legame di fiducia e sicurezza

Quando sai che puoi sempre contare sul tuo partner, il tuo legame emotivo diventa ancora più forte. Inoltre, non hai paura di discutere con lui ma sei in grado di comunicare chiaramente sapendo che non importa quale sia la discussione (è bene evidenziare che esistono discussioni costruttive!) , lui o lei rimarrà.

  1. Divertitevi di più insieme

Quando sei in una relazione con qualcuno che ti capisce e si connette con te a livello intimo, ti divertirai di più insieme. L’intimità emotiva rende una relazione divertente, sicura e sorprendente.

  1. Non smettete mai di parlavi

 Il modo più efficace per sviluppare una connessione emotiva con il tuo partner è parlare. Il legame che si crea attraverso interessi comuni, esperienze passate e obiettivi futuri, rafforzerà la tua relazione.

La Scienza dell’Amore

Dopo aver osservato migliaia di coppie nel Lov Lab ovvero il “laboratorio dell’amore”, aperto per la prima volta nel 1986 presso l’Università di Washington dal Dr. John Gottman per più di quattro decenni,si è scoperto che la maggior parte delle coppie non discutevano su argomenti specifici come le proprie finanze,il sesso, la genitorialità o avere a che fare con suoceri difficili.

Invece, la maggior parte delle coppie in esame discutevano a causa di un fallimento di connessione emotiva.

Infatti i loro discorsi riguardavano su come un partner potrebbe non prestare molta attenzione ai bisogni dell’altro, e/o per le cose a cui il loro partner tiene.

Cosa spinge le coppie a perdere il loro legame emotivo?

La risposta può essere piuttosto complessa.

La ricerca scientifica dei coniugi Gottman, evidenzia come si possono  aiutare le coppie a riconnettersi, mediante ciò che definiscono “ avere un conto bancario emotivo”.

Il conto bancario emotivo: Avvicinarsi all’altro invece di allontanarsi

In sostanza, quando ti rivolgi alle offerte del tuo partner per la connessione,stai effettuando un “deposito” nel tuo conto bancario emotivo. E quando ti allontani dal tuo partner, fai un “prelievo”. Proprio come un vero conto bancario, un saldo zero è un problema e un saldo negativo è la vera zona di pericolo.

Un conto bancario emotivo cresce quando i partner effettuano più depositi che prelievi.

In uno studio di follow-up di sei anni sulle coppie di sposi, le coppie che sono rimaste sposate si sono rivolte alle offerte del loro partner per la connessione emotiva l’86% delle volte in laboratorio, mentre quelle che hanno divorziato hanno girato in media il 33%. La differenza tra coppie felici e infelici è il modo in cui gestiscono il loro conto bancario emotivo.

Quando il conto bancario emotivo è in rosso, i partner tendono a mettere in discussione le reciproche intenzioni e si sentono disconnessi, o addirittura soli.

Per approfondire il tema della solitudine,clicca qui.

Ma quando il conto bancario emotivo è in verde, i partner tendono a darsi l’un l’altro il beneficio del dubbio durante il conflitto. Mantengono la loro relazione nella prospettiva positiva.

Cosa succede quando non siamo connessi al nostro partner?

Le sottili minacce della disconnessione

I due partner possono vivere lontani l’uno dall’altro e subire un forte carico stressante.  I loro volti, le loro voci e i loro corpi sono tesi, riflettendo l’ansia che sentono dentro.

Quando finalmente si riuniscono, invece di provare gioia e connessione, discutono. Possono essere critici l’uno verso l’altro ed attaccarsi a vicenda. I partner possono sentirsi abbandonati. Nessuno dei due partner si sente al sicuro.

Quando la coppia non si sente al sicuro, questo si riflette anche nei loro corpi che non vogliono impegnarsi, connettersi o fornire il calore emotivo di cui la relazione ha bisogno per prosperare.

Connessione emotiva di coppia : un’ottima alleata per combattere lo stress

Nello studio “Intimacy as Related to Cortisol Reactivity and Recovery in Couples Undergoing Psychosocial Stress” è emerso come la vicinanza emotiva e fisica potrebbe innescare meccanismi biologici che sono alla base degli effetti benefici per la salute delle relazioni di coppia; pertanto l’intimità è correlata alla reattività e al recupero del cortisolo(ormone dello stress) nelle coppie sottoposte a stress psicosociale.

Verso la connessione emotiva con il tuo partner…

 Oggi nota come il tuo partner potrebbe segnalarti che desidera più connessione con te. Potresti anche prendere appunti per ricordare le offerte comuni per la connessione che vedi utilizzare dal tuo partner. Inoltre, inizia a notare le tue offerte di connessione.


Psicologa clinica e di coppia Online Roma

Se hai la necessità di parlare con un professionista insieme al tuo/alla tua partner per migliorare la vostra connessione emotiva o per altre problematiche: potete contattarmi.

Offro Consulenza e Sostegno Psicologico di coppia – Roma e in modalità Online

— Dott.ssa Donatella Valsi, psicologa clinica
Fonti

Emotional Safety is Necessary for Emotional Connection (gottman.com)

Intimacy as Related to Cortisol Reactivity and Recovery in Couples Undergoing Psychosocial Stress – PubMed (nih.gov)

Invest in Your Relationship: The Emotional Bank Account (gottman.com)

L’amore lo si fa parlando, la connessione emotiva è più importante di quella fisica (fidelityhouse.eu)


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La costruzione delle relazioni Interpersonali https://www.sentirepsicologia.it/2020/06/26/relazioni-interpersonali/ Fri, 26 Jun 2020 18:03:16 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=872 Viene esplorata la costruzione delle relazioni interpersonali, in particolare le relazioni romantiche, secondo alcune teorie psicologiche di riferimento.
Relazioni Interpersonali Psicologia

Ricerca, Costruzione e Conclusione delle relazioni Interpersonali

Come costruiamo le nostre relazioni interpersonali?

La Teoria dell’attaccamento può aiutarci a rispondere a questa domanda.

La Teoria dell’Attaccamento

La teoria dell’attaccamento propone che le rappresentazioni mentali delle esperienze dell’infanzia con i caregiver fungano da meccanismo principale attraverso il quale le esperienze di attaccamento precoce incidono sul successivo funzionamento interpersonale (ad esempio, Bowlby 1969/1982; 1973; 1980).

Si presume che il contenuto e l’organizzazione di queste rappresentazioni di attaccamento dipendano dall’ambiente di cura attuale e dalla storia di interazione della diade genitore-figlio.

Si ritiene che le rappresentazioni dell’attaccamento siano relativamente stabili dall’infanzia all’età adulta e che aiutino a organizzare i pensieri, i sentimenti e il comportamento degli individui all’interno di nuovi contesti di relazione attraverso l’età adulta, comprese le relazioni romantiche e le relazioni genitore-figlio.

E’ possibile sapere in età adulta le rappresentazioni di attaccamento?

Gli psicologi dello sviluppo utilizzano un’intervista specifica per scoprire queste rappresentazioni di attaccamento nell’adolescenza e nell’età adulta (AAI; Hesse, 2016; Main, Kaplan e Cassidy, 1985).

Intervista Adult Attachment Interview  (AAI)

L’AAI è un’intervista retrospettiva autobiografica che si concentra sulle esperienze infantili degli individui con i caregiver primari.

 Il metodo tradizionale di codifica degli AAI (Main, Goldwyn e Hesse, 2003-2008) si concentra sulla coerenza interna delle memorie episodiche / autobiografiche degli adulti delle loro esperienze e relazioni relative all’attaccamento infantile.

In particolare, si presume che le rappresentazioni dell’attaccamento degli individui siano catturate da una serie di valutazioni degli stati mentali dell’attaccamento degli adulti che si concentrano sulla coerenza generale delle narrazioni prodotte e sulle ideologie razionali / irrazionali presentate durante l’intervista (denominata coerenza di mente).

Il discorso coerente durante l’AAI ha dimostrato di essere una misura preziosa per comprendere i processi di attaccamento lungo il corso della vita, ottenendo risultati coerenti con le ipotesi fondamentali della teoria dell’attaccamento.

Ad esempio, la produzione di una narrativa autobiografica coerente durante l’AAI è stata collegata alla qualità delle prime esperienze di caregiving (ad esempio Grossmann, Grossmann e Kindler, 2005; Haydon, Roisman, Owen, Booth-LaForce e Cox, 2014; Roisman, Madsen, Hennighausen, Sroufe e Collins, 2001; Steele et al., 2014) e predice il comportamento nelle relazioni romantiche (ad es. Crowell, Treboux, Gao, Fyffe, Pan, & Waters, 2002; Holland & Roisman, 2010) e nelle relazioni genitore con i bambini (ad es. Shlafer, Raby, Lawler, Hesemeyer e Roisman, 2015; Van IJzendoom, 1995).

Le rappresentazioni autobiografiche possono influire sulla qualità delle relazioni interpersonali

Le rappresentazioni autobiografiche svolgono tre funzioni di base:

  1. auto-definizione,
  2. promozione della connessione sociale e
  3. direzione del processo decisionale e del comportamento (ad esempio, Bluck & Alea, 2008; Fivush & Waters, 2013; Waters, Bauer, & Fivush, 2014).

In particolare, Main (2000) ha ipotizzato che le rappresentazioni autobiografiche sicure delle esperienze di caregiving infantile (valutate dalla coerenza mentale AAI) riflettano uno stile attenzionale sottostante che si sviluppa in risposta alla qualità e alla coerenza delle cure ricevute durante l’infanzia.

Evidenze Scientifiche sulle relazioni interpersonali

E’ stato effettuato uno studio longitudinale riguardo le rappresentazioni di attaccamento sia scritte che autobiografiche in relazione al comportamento nelle relazioni romantiche.

I partecipanti erano di età compresa tra i 19 e i 26 anni e nati in povertà.

Cosa è stato osservato?
Qualità delle relazioni romantiche

Sono state osservate tre variabili relative alla qualità delle relazioni romantiche:

  1. osservata qualità dell’interazione con i partner romantici,
  2. soddisfazione relazionale autosufficiente e
  3. efficacia del coinvolgimento romantico .
Qualità delle Relazioni genitore-figlio

Anche la qualità della relazione genitore-figlio è stata valutata sulla base di tre risultati chiave:

  1. sicurezza dell’attaccamento infantile,
  2. osservazioni sulla qualità dei genitori e
  3. qualità dei genitori classificata per colloquio.

Gli studiosi hanno ipotizzato che le rappresentazioni delle prime esperienze con i caregiving o meglio la conoscenza di script di base sicura (ad es. la Disponibilità del caregiver, la reattività o fornitura di un comfort efficace), sarebbe significativamente associata alle relazioni romantiche e alle relazioni genitore-figlio.

Cos’è la base sicura della sceneggiatura di base?

La conoscenza sicura della sceneggiatura di base può essere più influente nel modellare le risposte dei genitori all’angoscia infantile dei loro figli nei contesti di vita,e a sua volta è strumentale nel plasmare le aspettative di attaccamento precoce dei neonati sulla disponibilità e sulla reattività (cioè la sicurezza dell’attaccamento).

Risultati sulle relazioni interpersonali

I risultati emersi indicano e confermano precedenti evidenze scientifiche che la conoscenza sicura della sceneggiatura di base è positivamente associata al funzionamento degli adulti nelle relazioni romantiche (Waters et al. 2013), al supporto della genitorialità degli adulti durante le interazioni con i loro figli (ad esempio, Coppola et al., 2006 ) ed alla qualità dell’attaccamento infantile nella prossima generazione (ad esempio, Bost et al., 2006).

Complessivamente, i risultati di questo studio sono coerenti con l’ipotesi che le rappresentazioni dell’attaccamento siano associate al funzionamento nei contesti interpersonali dell’età adulta.

Abbiamo esplorato come le le rappresentazioni dell’attaccamento aiutino a organizzare i pensieri, i sentimenti e il comportamento degli individui e giocano un ruolo chiave nelle relazioni interpersonali.

Le relazioni interpersonali hanno un loro specifico ciclo di vita.

Potrebbe accadere che le relazioni interpersonali finiscono.

Cosa succede quando accade?

Per rispondere a questa domanda, ci siamo focalizzati sulle relazioni romantiche.

( Emozioni e Relazioni, clicca qui per leggere l’articolo)

Precisamente,molte persone trascorrono buona parte della propria vita passando da periodi di relazione a periodi di separazione.

Alcune domande sulle relazioni

Le persone possono controllare la durata delle loro relazioni?

Inoltre possono scegliere quanto tempo cercare in seguito alla rottura di una relazione?

Quanto aspettano prima  di avere un relazione successiva?

Le relazioni : risorse e ricerca di un compagno sentimentale

Le relazioni possono generare alle persone diverse risorse come la compagnia, l’attaccamento emotivo, il sostegno finanziario, la stimolazione intellettuale,la nascita di bambini, i legami familiari, lo stato, la stabilità, il miglioramento della salute e del benessere e così via.

E’ possibile comprendere come le persone ricercano un compagno?

Perché lo ricercano?

Ottengono più risorse, di conseguenza sono più soddisfatti quando hanno una relazione rispetto a quando sono single ?

La Teoria Optimal Foraging Theory (OFT) cerca di spiegarci questo.

La Teoria Optimal Foraging Theory (OFT — Stephens & Krebs, 1986) o meglio la Teoria del foraggiamento ottimale cerca di indagare meglio questi quesiti.

OFT prevede come gli organismi dovrebbero evolversi per fare i compromessi tra la ricerca di risorse (“esplorazione”) e il loro utilizzo (“sfruttamento”).

La teoria del foraggiamento ottimale ha esaminato il modo in cui gli individui allocano il loro tempo alla ricerca di varie risorse.

La teoria OFT – utilizzata per meglio comprendere le relazioni – cerca di indagare:

  • In che modo le persone esplorano le relazioni e decidono quando entrarne in una relazione?
  • Cosa ottengono (risorse) le persone dalle loro relazioni e come decidono quando lasciarle?
  •  E come vengono impiegati i il ​​tempo e lo sforzo tra l’esplorazione di nuove relazioni ?

Le opportunità di entrare in nuove relazioni saranno distribuite nel tempo e possibilmente nello spazio.

Il modo in cui le persone cercano e trovano queste opportunità è stato studiato principalmente in termini di ciò che stanno cercando e come si comportano in diverse modalità (ad esempio, nei bar, durante gli appuntamenti rapidi, durante gli appuntamenti online).

Il modo in cui le persone decidono quando perseguire una particolare opportunità è stato studiato da una prospettiva di ricerca, spesso in termini di problemi di arresto ottimali.

Dal punto di vista dell’arresto ottimale, la ricerca del compagno consiste nell’incontrare una sequenza di potenziali compagni, ognuno dei quali ha una certa qualità, e prendere una decisione quando interrompere questa ricerca ed entrare in una relazione in modo tale che un compagno venga trovato con la più alta qualità possibile.

In termini di ricerca di relazioni, ciò potrebbe essere applicato al modo in cui le persone decidono quale qualità o tipo di relazioni perseguire data la distribuzione disponibile della qualità delle relazioni e come prendono in considerazione il “tempo di gestione” sotto forma di costi di corteggiamento.

Dalla letteratura sulle relazioni romantiche, la teoria dell’interdipendenza ipotizza che gli individui dovrebbero abbandonare una relazione quando i loro risultati o risorse scendono al di sotto di una soglia particolare che ci si potrebbe aspettare da altri potenziali partner di relazione(Kelley e Thibaut, 1978).

Ulteriori ricerche sulle relazioni interpersonali…

Alcune coppie sposate e conviventi hanno partecipato ad un sondaggio mediante il quale sono state individuate misure sulla salute, sui figli, sulla qualità delle relazioni e sulla durata di varie fasi della relazione sia a livello individuale che di coppia (National Center for Family and Marriage Research, 2010).

Un ulteriore sondaggio “National Couples Survey” ha valutato la durata delle fasi di relazione, la fecondità, gli atteggiamenti riproduttivi e le storie sessuali dettagliate ( Grady, Billy, Klepinger, Cubbins e Tanfer, 2009).  

I risultati preliminari (Cohen & Todd, 2017) suggeriscono che i livelli di alcune risorse relazionali valutate in modo più soggettivo tra cui amore, fiducia e soddisfazione possono cambiare nel tempo (come l’esaurimento verso la fine delle relazioni dissolte) in modo coerente con un’analisi di risorse, sebbene i risultati siano stati contrastanti.

Ulteriori risultati emersi

Dal punto di vista della ricerca delle relazioni romantiche, le persone che affrontano tempi di ricerca più lunghi tra le relazioni rimangano in ogni relazione in media più a lungo.

Esistono diversi modi in cui un individuo potrebbe “sapere” di dover affrontare ricerche più lunghe: potrebbe conoscere il proprio tempo di ricerca tra le relazioni, oppure potrebbe osservare il tempo di ricerca di altri o potrebbe dedurre il proprio tempo di ricerca dato dalle sue qualità di compagno e quelle dei loro concorrenti.

Come ci comportiamo dopo la fine di una relazione?

Non sorprende che le persone che escono dalle relazioni abbiano riportato una riduzione di soddisfazione, impegno e amore (Sprecher, 1999).

A seguito di una relazione, la maggior parte delle persone entra in un periodo di angoscia e probabilmente di tristezza elevata (Sprecher, Felmlee, Metts, Fehr & Vanni, 1998), che possono interferire o ritardare la successiva ricerca della relazione.

Inoltre, gli individui che escono da relazioni più lunghe e impegnate tendono ad avere maggiore angoscia o affetto negativo (Simpson, 1987) che potrebbe ritardare la ricerca più a lungo.

Una tale angoscia potrebbe persino portare a un’avversione per rientrare di nuovo nello stesso tipo di relazione: dopo lo scioglimento di un matrimonio, molte persone non si sposano di nuovo e convivono invece con nuovi partner (De Jong Gierveld, 2004).

 Di conseguenza, ci si potrebbe aspettare che la durata della relazione modifichi il comportamento post-rottura, portando a ricerche più lunghe dopo relazioni più lunghe.

Consulenza e Sostegno Psicologico di Coppia

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Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

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