biologia – Dott.ssa Donatella Valsi https://www.sentirepsicologia.it Psicologa Clinica - Individuale e di Coppia - Roma Nomentana - Montesacro - Guidonia e Online Mon, 09 Jan 2023 17:45:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.2 https://i0.wp.com/www.sentirepsicologia.it/wp-content/uploads/2019/12/cropped-profile.png?fit=32%2C32&ssl=1 biologia – Dott.ssa Donatella Valsi https://www.sentirepsicologia.it 32 32 170221724 E’ possibile promuovere il senso di sicurezza ? https://www.sentirepsicologia.it/2021/12/06/il-senso-di-sicurezza/ Mon, 06 Dec 2021 17:31:11 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1461 L’articolo esplora il senso di sicurezza facendo riferimento alla teoria polivagale, la quale ha dato importanti contributi per fornirci una maggiore comprensione alle nostre reazioni in situazioni di pericolo
Promuovere la sicurezza psicologa roma online

sicurezza

Che cosa determina il modo in cui due persone reagiscono l’una nei confronti dell’altra quando si incontrano?

Questa risposta iniziale è determinata dall’apprendimento proveniente dalla cultura, dalle esperienze familiari e/o da altri processi di socializzazione?

Oppure questa risposta è l’espressione di un processo neurobiologico programmato proprio nel DNA della nostra specie?

Se la risposta ha una base neurobiologica, ci sono caratteristiche specifiche nel comportamento dell’altra persona che innescano sentimenti di sicurezza, amore e conforto oppure sentimenti di pericolo?

Perché alcuni bambini si coccolano e si abbandonano calorosamente agli abbracci mentre altri si irrigidiscono e respingono questo stesso approccio?

Perché alcuni bambini sorridono e sono coinvolti attivamente con una nuova persona, mentre altri evitano lo sguardo e si ritirano?

(Se vuoi saperne di più su come costruiamo le relazioni interpersonali, clicca qui)

Hai mai fatto queste riflessioni?

La scienza può fornirci delle risposte a queste domande…Vediamolo insieme…

Ognuno di noi, immerso nel mondo,elabora le informazioni provenienti dall’ambiente attraverso i sensi (gusto,olfatto,vista,udito,tatto);

il nostro sistema nervoso valuta continuamente la possibile presenza di un pericolo per salvaguardare la nostra incolumità.

La Neurocezione

Un sistema subconscio per rilevare minacce e sicurezza

 E’ stato coniato il termine “neurocezione” per descrivere come i circuiti neurali distinguano se le situazioni o le persone sono sicure, pericolose e sono una minaccia per la vita.

Ha origini in parti primitive del cervello senza la nostra consapevolezza cosciente.

Il riconoscimento di una persona come sicura o pericolosa attiva comportamenti pro-sociali o difensivi neurobiologicamente determinati.  Anche se potremmo non esserne consapevoli…

La Neurocezione, il nostro sistema di sicurezza

Questo sistema può spiegare il perché un bambino reagisca amorevolmente a chi si cura di lui ma piange di fronte a un estraneo; o perché apprezzi l’abbraccio di un genitore e veda lo stesso abbraccio da parte di un estraneo come un aggressione.

(Rispondendo alle domande iniziali a questo articolo).

Quando il nostro sistema di sicurezza non si sente al sicuro…

Una neurocezione scorretta può essere alla radice di molti disordini psichiatrici, quali autismo, schizofrenia, patologie ansiose, depressione e disturbo reattivo dell’attaccamento (RAD).

Cosa succede in noi (e in altre specie) difronte ad un pericolo?

Il nostro corpo ha già iniziato a livello neurofisiologico una sequenza di processi neurali che facilitano comportamenti adattivi di difesa come “lotta, fuga o immobilizzazione”.

Il sistema nervoso di un bambino (o di un adulto) può riconoscere il pericolo o una minaccia mortale allorchè il bambino entra in un nuovo ambiente o incontra una persona estranea.  

A livello cognitivo,in alcune circostanze, potrebbe non esserci alcun motivo per essere spaventati. Ma spesso, anche se si comprende questo, il corpo può tradirci.  A volte questo tradimento è privato; solo loro sono consapevoli che il loro cuore sta battendo velocemente e si sta contraendo con tanta forza che cominciano a vacillare.

Per altri le risposte sono più aperte. Possono tremare. Arrossire in volto e iniziare a sudare nelle mani. Altri ancora tendono a impallidire e a sentire le vertigini, fino a sentirsi quasi svenire.  

Tale processo di neurocezione spiegherebbe il perché un bambino reagisca amorevolmente alla persona familiare che lo accudisce ma pianga di fronte a un estraneo che si avvicina; o perché apprezzi l’abbraccio affettuoso di un genitore e interpreti lo stesso abbraccio da parte di un estraneo come un’aggressione.

La Sicurezza nei bambini(e non solo)

Il gioco come conoscenza del mondo e degli altri

Quando due bambini ai primi passi si incontrano in uno spazio di gioco con la sabbia:

E’ possibile che decidano che la situazione e l’altro bambino sono sicuri se lo spazio di gioco è un territorio familiare, se i loro secchielli e le palette sono più o meno ugualmente attraenti , e se entrambi i bambini hanno le stesse dimensioni.

I due bambini possono allora esprimere comportamenti positivi di coinvolgimento sociale: in altre parole, possono iniziare a giocare.

Il “giocare bene” accade naturalmente se la nostra neurocezione rileva sicurezza e promuove gli stati fisiologici che supportano il comportamento sociale.

Il comportamento pro-sociale, tuttavia, non avrà luogo se la nostra neurocezione fraintende le indicazioni ambientali e innesca stati fisiologici che supportano strategie difensive.

Dopo tutto, “comportarsi bene” non è un comportamento appropriato o adattivo in situazioni pericolose o di minaccia mortale. In queste situazioni gli esseri umani (come altri mammiferi) reagiscono con sistemi difensivi neurobiologici più primitivi.

 Per creare relazioni gli esseri umani devono dominare tali reazioni difensive per instaurare, saldare e formare legami sociali durevoli. Gli esseri umani hanno dei sistemi neurocomportamentali adattivi sia per i comportamenti pro-sociali che per quelli difensivi.  

La Sicurezza nelle relazioni interpersonali

Secondo la teoria polivagale del Dr. Stephen Porges, la sicurezza è fondamentale per gli esseri umani per funzionare bene, essere creativi e connettersi con gli altri. Quando le persone sono gentili, questo crea uno spazio per la co-regolamentazione. Affinché la connessione tra due persone sia di supporto e promuova la co-regolazione dello stato fisiologico, i segnali espressi devono comunicare sicurezza e fiducia. Questi segnali di sicurezza aiutano a calmare il sistema nervoso autonomo. Il cambiamento dello stato fisiologico aiuta a creare relazioni sicure e di fiducia.

La teoria polivagale mira a spiegare le reazioni dell’uomo in situazioni di pericolo. L’attivazione immediata del sistema di difesa genera una risposta che non è mediata dalle zone corticali, dalle funzioni superiori, ma che si sviluppa nella parte evolutivamente più antica del cervello, il tronco encefalico.

Esistono due principali branche del sistema parasimpatico appartenenti a periodi diversi della nostra storia filogenetica:

  • un circuito vagale più nuovo e mielinizzato (ventrovagale) che ha fibre afferenti agli organi sopra-diaframmatici e che guida i muscoli del volto, della faringe, dei polmoni, del cuore e determina la nostra capacità di esprimere le emozioni con il volto, la voce, la prosodia e il respiro;
  • poi c’è un circuito vagale più antico (dorsovagale) che ha fibre afferenti agli organi sotto-diaframmatici e che ha un ruolo importante del mantenere l’omeostasi e il controllo delle funzioni viscerali di base (stomaco, intestino tenue, colon e vescica).

Come funzionano questi circuiti in situazioni di pericolo?

In condizioni di pericolo il circuito ventrovagale ha un effetto calmante sul cuore, riduce la reattività simpatica e promuove comportamenti di ingaggio sociale;

mentre al contrario questo secondo circuito più antico in condizioni di pericolo ha un’unica risposta difensiva da mettere in campo: il collasso (shut down), risposta che abbiamo ereditato dai rettili ma che può essere potenzialmente letale oggi nell’uomo.

Quando il nostro sistema nervoso autonomo è continuamente impegnato in attività difensive, come può accadere in situazioni traumatiche o di stress prolungato;

tutto ciò può diventare potenzialmente dannoso per la nostra salute fisica e mentale.

Riassumendo…

 Secondo la Teoria Polivagale (compreso il concetto di neurocezione), la nostra gamma di comportamenti sociali è limitata dalla nostra fisiologia umana, che si è evoluta a partire da quella di altri vertebrati più primitivi.

Quando siamo spaventati dipendiamo dai circuiti neurali che si sono evoluti per fornire a vertebrati più primitivi comportamenti difensivi adattivi.

Tali circuiti neurali forniscono meccanismi fisiologici che organizzano in modo riflesso comportamenti di mobilizzazione o immobilizzazione prima che noi siamo consapevoli coscientemente di quanto sta succedendo.

Quando invece la neurocezione ci dice che l’ambiente è sicuro e che le persone in questo ambiente sono affidabili, i nostri meccanismi di difesa vengono disattivati. Ci possiamo allora comportare in modo da incoraggiare l’ingaggio sociale e l’attaccamento positivo.

Cosa possiamo fare (psicologi,genitori,insegnanti ect.) con queste informazioni?

Creare nuovi paradigmi di intervento psicologico

Focalizzarsi su comportamenti a base biologica, comuni a tutti gli esseri umani, permette ai terapeuti di immaginare nuovi paradigmi di intervento per aiutare i bambini ed adulti ;

quando il comportamento sociale ed attaccamento siano compromessi, e per promuovere e sostenere la salute psicologica.

In ogni circostanza di Vita…

Nell’educazione… nel lavoro…nelle relazioni…

È possibile “alterare” l’ambiente in cui ci si prende cura di loro in modo da farlo apparire (ed essere) più sicuro per i bambini e meno capace di evocare risposte di mobilizzazione o immobilizzazione.

Possiamo anche intervenire direttamente sui bambini, esercitando la regolazione neurale delle strutture del tronco cerebrale, stimolando la regolazione neurale del sistema dell’ingaggio sociale e incoraggiando il comportamento sociale positivo.

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

Consulenza e/o Sostegno Psicologico Individuale e di Coppia in modalità Online ed a Roma

Se hai la necessità di iniziare un percorso psicologico, puoi contattarmi

Fonti:
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Sessualità della Donna in Psicologia https://www.sentirepsicologia.it/2021/05/15/sessualita-donna-menopausa/ Sat, 15 May 2021 15:48:05 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=1115 Vi presentiamo la #rubrica Speciale Donna, progetto in collaborazione di tre psicologhe, su Instagram, nata per divulgare ed approfondire la sessualità dell’universo femminile, in chiave psicologica.

La sessualità, in ambito umano, è un aspetto fondamentale e complesso del comportamento e del suo specifico funzionamento che riguarda da un lato gli atti finalizzati alla riproduzione e alla ricerca del piacere, e da un altro anche gli aspetti sociali che si sono evoluti in relazione alle caratteristiche diverse dei generi  maschile e femminile.

Per la sua importanza nella nostra vita, abbiamo deciso di divulgare ,rendere accessibili a un maggior numero di persone possibili, le informazioni relative alla sessualità femminile secondo la prospettiva psicologica : dalla comparsa del primo ciclo mestruale alla menopausa.

Per far ciò, consideriamo che la divulgazione online attraverso il web ma soprattutto l’utilizzo dei canali social, come Instagram, siano molto funzionali a tale obiettivo.

Inizia con noi ad approfondire la sessualità femminile…

Prima di iniziare, vogliamo presentarci …

L’ ideatrice della #rubrica Speciale Donna è la Dott.ssa Donatella Valsi, Psicologa clinica, iscritta all’ordine della regione Lazio ( cliccando qui potrai leggere meglio chi sono e quali sono i miei servizi)

Mi sono laureata alla magistrale curando la Tesi dal titolo: Fattori di rischio e di protezione legati al funzionamento sessuale: incidenza delle caratteristiche temperamentali e di personalità

Dott.ssa Silvia Mimmotti – Psicologa Clinica, Consulente di sessuologia e Psiconcologia, Potenziamento DSA, tecniche di rilassamento, iscritta all’ordine della regione Lombardia. Riceve(previo appuntamento): Milano, Jesi  e in modalità online. Sito web: https://www.psicologasilviamimmotti.it Instagram

Dott.ssa Letizia De Panfilis– Psicologia Clinica,Consulente ed educatrice sessuale, iscritta all’ordine della regione Abruzzo.Riceve(previo appuntamento): Sulmona,Roma e in modalità online. Instagram

Sessualità e Adolescenza

A cura della Dott.ssa Silvia Mimmotti

Per leggere il suo articolo di approfondimento, clicca Adolescenza e Disturbi Mestruali – Psicologa Silvia Mimmotti

Adolescenza e Sessualità femminile in Psicologia

L’arrivo delle mestruazioni, come tutte le trasformazioni fisiche e psicologiche dell’adolescenza, è un aspetto importante dello sviluppo di una ragazza ed è opportuno che se ne parli in famiglia.

A volte i genitori trattano poco la sfera sessuale e fanno fatica a parlarne con il pre/ adolescente. Anche il vissuto con il quale l’adulto ha affrontato certe fasi della sua vita può influenzarne la discussione su queste tematiche.

Lo psicologo come può intervenire ?

 Lo psicologo aiuta la famiglia a costruire un sano dialogo con i più giovani che sostiene dando delle indicazioni di base e aiutandoli a vivere i correlati emotivi che il cambiamento può comportare.

In caso di disturbi l’intervento dello psicologo è mirato ad affrontare, ridimensionare ed aiutare a gestire le conseguenze psicologiche, cognitive ed emotive legate al dolore, all’ansia e alla paura che si creano.

Alcune Tecniche per il benessere psicofisico

Training autogeno, rilassamento, visualizzazione sono tecniche utili a questo scopo.

Importanza della collaborazione di più figure professionali…

 Maggiore efficacia si avrebbe dal lavoro coordinato tra medico, specialista sanitario (ginecologo, ostetrica, sessuologo e psicologo/psicoterapeuta).

Disturbi della sfera sessuale e Adolescenza

DISTURBI MESTRUALI

Per quanto riguarda la fase premestruale, sebbene alcune adolescenti non presentino disturbi rilevanti, il 20% circa è affetta dalla Sindrome Premestruale, il 40-70% accusa dismenorrea e il 5-10% ha un Disturbo Disforico premestruale.

 Le varie DIAGNOSI vengono fatte dallo specialista.

Lo psicologo interviene per favorire la comprensione e la partecipazione attiva della persona nel prendersi cura di sè.

LA SINDROME PREMESTRUALE (Premestrual Syndrome, PMS) è caratterizzata da una sintomatologia che si ripete ed è di natura fisica, psicologica e comportamentale (dolore nella zona pelvica, cefalea, sensibilità emotiva, irritabilità,..), essa si verifica durante i 7-10 giorni precedenti le mestruazioni e di solito termina alcune ore dopo l’inizio delle stesse.

LA DISMENORREA è caratterizzata da un dolore molto intenso, di tipo crampiforme e colico che colpisce la parte bassa dell’addome. La sintomatologia dolorosa può estendersi alla schiena e agli arti inferiori con nausea, vomito, vertigini, sudorazione intensa e diarrea. La dismenorrea primaria compare in età giovanile, la secondaria solitamente in età adulta.

Sessualità e Disturbo Disforico Premestruale

A cura della Dott.ssa Donatella Valsi

Clicca qui per visualizzare il post specifico della #rubrica Speciale Donna su Instagram

Sessualità femminile e disturbi mestruali e psicologici

Il disturbo disforico premestruale (PMDD), un grave disturbo dell’umore, è caratterizzato da sintomi cognitivo-affettivi e fisici nella settimana prima delle mestruazioni e colpisce milioni di donne in tutto il mondo .

Le caratteristiche essenziali del disturbo disforico premestruale sono l’espressione della labilità dell’umore, l’irritabilità, la disforia e sintomi d’ansia che si verificano ripetutamente durante la fase premestruale del ciclo e vanno incontro a remissione intorno all’ insorgenza delle mestruazioni o poco dopo.

Questi sintomi possono essere accompagnati da sintomi comportamentali e fisici.

I sintomi devono essere verificati nella maggior parte dei cicli mestruali durante l’ultimo anno e devono avere un effetto negativo su funzionamento lavorativo o sociale.

Tipicamente, i sintomi raggiungono il picco intorno al periodo di insorgenza delle mestruazioni.

Le caratteristiche essenziali di questo disturbo femminile sono

🔺l’espressione della Labilità dell’Umore,
🔺l’ Irritabilità,
🔺la Disforia,
🔺Sintomi d’Ansia,

Che si verificano ripetutamente durante la Fase Premestruale del Ciclo e vanno incontro a remissione intorno all’insorgenza delle MESTRUAZIONI o poco dopo.

Può insorgere a tutte le età

L’ insorgenza di tale disturbo può avvenire in qualsiasi momento dopo il menarca (primo ciclo mestruale ). Può verificarsi il peggioramento dei sintomi nelle donne che si avvicinano alla menopausa.

I sintomi cessano dopo la menopausa.

Fattori di Rischio

  I potenziali contributori biologici includono la sensibilità del sistema nervoso centrale (SNC) agli ormoni riproduttivi, ai fattori genetici e a fattori psicosociali come lo stress.

Recenti ricerche suggeriscono che le donne con PMDD hanno alterato la sensibilità alle normali fluttuazioni ormonali, in particolare estrogeni e progesterone, steroidi neuroattivi che influenzano la funzione del SNC. 

Trattamento

Farmacoterapia

Trattamento Ormonale

Psicoterapia

 Trattamenti non medici alternativi

 Yoga, esercizio aerobico o integrazione dietetica.

Menopausa e sessualità

A cura della Dott.ssa Letizia De Panfilis

Clicca qui per visualizzare il post su Instagram

Menopausa e Sessualità

La menopausa può essere definita come la cessazione dei cicli mestruali caratterizzata dalla perdita estrogenica che può esser completa o parziale che coinvolge tutti gli organi e tessuti.

In particolare si è rilevato che i livelli degli estrogeni in una donna di 60 anni sono circa la metà di quelli di una donna di 40.

L’esaurimento della riserva follicolare ovarica si verifica attorno ai 51 anni di età.

Si parla dunque di “menopausa fisiologica”.

Cosa accade prima dell’arrivo della menopausa?

 Il corpo si prepara al cambiamento e vi sono chiaramente delle ripercussioni e trasformazioni sia da un punto di vista fisiologico che psicologico.

Alcune ricerche hanno evidenziato che vi è un peggioramento dei sintomi della PMS(Sindrome Premestruale) e da un punto di vista psicologico è probabile che possano emergere Disturbi Depressivi, Disturbi del Sonno e della Memoria. Anche l’irritabilità sembra essere più accentuata, così come gli sbalzi d’umore e cefalee.

Per alcune donne il periodo post-menopausa rappresenta la scoperta di una sessualità diversa, meno fisica, più erotica ed affettiva.

Conoscere i cambiamenti che avvengono in questa fase della vita è di fondamentale importanza poiché permette alla donna di sollevarsi dal senso di colpa e di inadeguatezza in quanto si può godere di una vita sessuale soddisfacente anche nel periodo della menopausa.

E’ importante specificare che è opportuno tener conto della soggettività:

Ogni donna vive questo periodo a suo modo e nella sua unicità!

Raccomandiamo di rivolgersi ad un professionista sanitario(medico,ginecologo, ostretica,sessuologo,psicologo/psicoterapeuta) qualora sia necessario per avere supporto e cura.

Le informazioni pubblicate rappresentano fonti di carattere divulgativo e non possono essere utilizzate per auto diagnosi.

Ti proponiamo un percorso di accompagnamento di educazione sessuale online con le Dott.sse Silvia e Letizia.

Educazione Sessuale Psicologia

Il corso è rivolto a tutti, in particolare:  a genitori, educatori ,insegnanti ,psicologi ,laureandi.

Clicca qui per visualizzare il programma e avere maggiori informazioni .

Fonti:

Hantsoo L, Epperson CN. Premenstrual Dysphoric Disorder: Epidemiology and Treatment.Curr Psychiatry Rep. 2015;17(11):87.

Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (Dsm-V)

Ringraziamenti:

Si ringraziano le Dott.sse Silvia Mimmotti e Letizia De Panfilis per la collaborazione alla rubrica , i materiali forniti, la loro disponibilità e cura.

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Cos’è Lo Stress Per La Psicologia,la Biologia E L’epidemiologia https://www.sentirepsicologia.it/2020/10/02/stress-psicologa-roma/ Fri, 02 Oct 2020 17:29:39 +0000 https://www.sentirepsicologia.it/?p=934

Viene esplorato lo stress da diversi approcci scientifici fondamentali per aiutarci a comprenderlo ed affrontarlo.

Cosa è lo stress psicologia

Nell’ articolo precedente Lo Stress come si Manifesta abbiamo visto insieme alcune indicazioni utili che possono esserci d’aiuto per contrastare e gestire i nostri momenti stressanti.

In questo articolo,invece, esploreremo lo stress da diversi punti di vista che insieme hanno fornito importanti contributi per la salute.

Vediamo insieme la definizione dello stress.

Cos’è lo Stress?

Lo stress può essere visto in generale come un insieme di costrutti che rappresentano le fasi di un processo mediante il quale le richieste ambientali che tassano o superano la capacità di adattamento di un organismo provocano risposte psicologiche, comportamentali e biologiche che possono mettere le persone a rischio di malattia.

Più precisamente :

Lo Stress è una risposta psicofisica e si verifica quando svolgiamo molte attività ,le quali possono essere anche diverse tra loro, di natura emotiva, cognitiva e sociale e da noi sono percepite come eccessive.

Esistono diverse tradizioni per quanto riguarda lo studio dello stress, in particolare quello epidemiologico, psicologico e biologico (Cohen, Kessler e Underwood Gordon, 1995).

Ciascuna di queste tradizioni ,circa Cinquant’anni fa ,era perseguita da diverse reti di ricercatori, ma negli ultimi 20 anni si è assistito a una crescente integrazione di questi approcci.

Secondo l’epidemiologia

La tradizione epidemiologica si concentra sulla definizione di quali circostanze ed esperienze sono ritenute stressanti sulla base dell’accordo consensuale che costituiscono minacce al benessere sociale o fisico.

Lo stress secondo la Psicologia

La tradizione psicologica si concentra sulle percezioni degli individui presentato dagli eventi della vita sulla base delle loro valutazioni delle minacce poste e della disponibilità di risorse di coping efficaci.

Secondo la Biologia

La tradizione biologica si concentra sulle perturbazioni cerebrali dei sistemi fisiologici che sono altrimenti essenziali per la normale regolazione omeostatica e il controllo metabolico.

Approfondiamo…

Eventi e Stress

Quali sono i possibili eventi in grado di provocarci stress?

L’approccio epidemiologico ha anche incluso studi sull’esposizione a singoli eventi minacciosi.

In particolare sono stati studiati i seguenti eventi di vita:

  • la disoccupazione
  • il divorzio
  • il lutto
  • la tensione economica
  • l’assistenza ai malati cronici.

Vi c’è un’ipotesi secondo cui alcuni tipi di eventi sono sufficienti per generare livelli sostanziali di minaccia.

Questi includono prevalentemente minacce relative ai ruoli sociali centrali (p. Es., Lavoratore, coniuge o genitore; Lepore, 1995) e all’integrità delle relazioni interpersonali (Bolger, DeLongis, Kessler, & Schilling, 1989; Cohen et al., 1998; Rook , 1984).

Inoltre ogni evento ha delle sue implicazioni o conseguenze che possono durare mesi o addirittura anni.

La prospettiva epidemiologica lo ha definito principalmente facendo riferimento a valutazioni indipendenti che riflettono come gli altri, nel complesso, giudicano l’impatto negativo di particolari eventi.

Tali misure hanno avuto successo nel predire morbilità ovvero il numero dei casi di malattia (p. Es., Depressione, infezioni respiratorie e malattia coronarica), progressione della malattia (p. Es., HIV-AIDS, guarigione delle ferite e malattie autoimmuni) e mortalità (rivisto da Cohen, Janicki-Deverts e Miller, 2007).

Vediamo insieme cosa ne pensa la psicologia dello stress

Secondo la prospettiva psicologica derivata dall’osservazione afferma che sperimentare lo stesso evento può essere stressante per alcuni individui ma non per altri.

Quindi, secondo la prospettiva psicologica, un’esperienza stressante non può essere dedotta da un riferimento uniforme a un evento particolare.

Piuttosto, una tale inferenza dipende necessariamente da come un tale evento viene interpretato dall’individuo.

 Questo approccio è rappresentato dal lavoro seminale di Lazarus e Folkman (Lazarus, 1966; Lazarus & Folkman, 1984) sulla valutazione dello stress, che propone che le persone valutino sia il grado di potenziale minaccia rappresentato dagli eventi sia la disponibilità delle risorse necessarie per affrontarli.

 Valutare le minacce degli eventi perturbanti

 Le valutazioni delle minacce degli eventi sono influenzate dall’imminenza del danno e dall’intensità, durata e potenziale controllabilità dell’evento, nonché dalle convinzioni degli individui su se stessi e l’ambiente, i loro valori e impegni e le relative disposizioni della personalità.

Valutare il coping

Le valutazioni di coping possono concentrarsi su azioni progettate per alterare direttamente l’evento minaccioso percepito o sulla fattibilità di pensieri o azioni che hanno lo scopo di cambiare le risposte emotive e comportamentali all’evento.

 Una valutazione della minaccia senza la convinzione che siano disponibili risposte efficaci per affrontare il problema viene vissuta come stress, che genera risposte emotive tra cui preoccupazione, paura e ansia.

In conclusione

Nel complesso, i ricercatori che sostengono la prospettiva psicologica generalmente hanno definito lo stress come un’esperienza che si verifica quando gli individui valutano simultaneamente gli eventi come minacciosi o altrimenti dannosi e le loro risorse per affrontarle come inadeguate.

Studi di psicologia importanti per predire il rischio di morbilità e mortalità

 Come per  le misure oggettive degli eventi nel caso della prospettiva epidemiologica, anche le misure dello stress percepito sono state utili nel predire il successivo rischio di morbilità e mortalità (p. Es., Keller et al., 2012; Nielson, Kristensen, Schnohr, & Grønbæk, 2008; Wisnivesky, Lorenzo, Feldman, Leventhal , E Halm, 2010).

Il Cambiamento può farci Stressare?

L’ approccio di Holmes e Rahe (1967) ha proposto che maggiore è il cambiamento inerente all’adattamento a un evento della vita, maggiore è lo stress associato a quell’evento.

Ogni evento può essere positivo e negativo e molto dipende da come la persona gli attribuisce significato.

A sua volta, questo approccio suggerisce che lo stress è cumulativo, con ogni evento aggiuntivo che si aggiunge al peso complessivo dell’adattamento richiesto all’individuo.

Dunque… ci sono degli eventi di vita che hanno apportato un cambiamento nelle nostre vite che possono farci stressare e tutto ciò è altamente soggettivo.

Biologia e stress

Nell’approccio biologico, l’impatto di fattori di stress definiti è indicizzato tramite perturbazioni di sistemi fisiologici che sono altrimenti essenziali per la regolazione omeostatica e il controllo metabolico.

Un presupposto nella tradizione biologica è che queste perturbazioni o reazioni fisiologiche forniscono supporto a breve termine per un’azione comportamentale adattativa o per affrontare il problema.

A lungo termine, tuttavia, tali reazioni fisiologiche possono rivelarsi disadattive e correlare al rischio di malattia.

Primi lavori

Come descritto da Kagan, la tradizione biologica è stata fortemente influenzata dai primi lavori di Selye (1956), in cui

Lo stress era equiparato all’attivazione cronica di uno dei principali assi neuroendocrini del corpo, il sistema ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA).

 Questa tradizione ha anche radici profonde nella psicofisiologia sperimentale e nella medicina psicosomatica, dove le risposte del sistema nervoso autonomo sono da tempo presenti in modo prominente come indicatori di stress (Cannon, 1932; Mason, 1971; Weiner, 1992).

I suoi indicatori

 Gli indicatori misurati quindi comunemente includono l’ormone derivato da HPA, il cortisolo e i mediatori simpatico-surrenalici (SAM), l’adrenalina e la norepinefrina, nonché indici fisiologici periferici regolati autonomamente come la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.

 I modelli di risposta attraverso questi parametri fisiologici spesso variano con le differenze negli stimoli che li evocano, ma in generale, la loro attivazione dipendente dallo stimolo, quando eccessiva, persistente o ripetuta spesso, è stata vista come un’istanza biologica dello stress (Cohen et al., 1995; Smyth, Zawadzki e Gerin, 2013).

La ricerca biologica sullo stress negli esseri umani storicamente ha enfatizzato gli studi di laboratorio in cui i partecipanti sono esposti a sfide sperimentali.

Questi studi vengono utilizzati per identificare e chiarire i meccanismi biologici che possono mediare gli effetti dei fattori stressogeni ambientali sugli esiti più distali.

Scoperta importante

In sintesi questi studi hanno affermato che la ripetizione di risposte autonome e neuroendocrine provocate nel contesto di eventi di vita stressanti che si verificano ,promuovano cambiamenti biologici e cellulari sistemici che favoriscono la malattia, come alterazioni metaboliche ed immunitarie , e il funzionamento respiratorio e cardiovascolare.

 Di conseguenza, si ritiene che l‘impatto delle reazioni fisiologiche evocate da fattori stressogeni costituisca un percorso primario che collega gli eventi e le valutazioni stressanti ai risultati sulla salute fisica.

Altri studi scientifici

Dal punto di vista biologico

la ricerca sulla risposta HPA suggerisce che mentre il cortisolo aumenta sotto stress acuto, la risposta HPA ai fattori di stressanti cronici può essere più complessa, includendo variamente un ridotto rilascio di cortisolo, insensibilità ai glucocorticoidi o alterazioni del ritmo diurno del cortisolo (Miller, Chen , & Zhou, 2007; Miller, Cohen e Ritchey, 2002).

Questi modelli di risposta possono influenzare i parametri immunitari e cardiovascolari che contribuiscono alla patogenesi della malattia (ad esempio, Cohen et al., 2012; Kiecolt-Glaser et al., 2005; Matthews, Schwartz, Cohen, & Seeman, 2006).

Dal punto di vista celebrale

Infine, una recente direzione nella ricerca sulla biologia è stata quella di caratterizzare i sistemi cerebrali che valutano i fattori stressogeni di natura psicologica e sociale, nonché di generare reazioni fisiologiche a valle che potrebbero essere correlate al rischio di malattia (Muscatell & Eisenberger, 2012).

In particolare, i ricercatori in quest’area hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e altri metodi per misurare l’attività neurale mentre le persone completano compiti avversivi o elaborano stimoli minacciosi modellati da studi di laboratorio sulla fisiologia dello stress.

Durante l’imaging, questa attività neurale viene misurata insieme alle reazioni fisiologiche periferiche (ad esempio, la pressione sanguigna) che sono state implicate nel rischio di malattia (Gianaros & Wager, 2015).

Le prove di questi studi di imaging cerebrale indicano che questi fattori coinvolgono una rete di regioni corticali e limbiche, in particolare regioni della corteccia prefrontale mediale e laterale, del cingolo, dell’insula e dell’amigdala.

Si presume che i modelli di attività evocati attraverso queste e altre regioni cerebrali in rete corrispondano ai processi neurali che supportano le valutazioni dei fattori stressogeni e possibilmente l’esperienza emotiva, la risposta e la regolazione (Gianaros & Wager, 2015).

Inoltre, i cambiamenti nell’attività neurale in queste stesse regioni sono associati a misure periferiche della fisiologia dello stress, inclusi parametri rilevanti per la malattia della fisiologia autonomica, neuroendocrina, cardiovascolare e immunitaria (Muscatell & Eisenberger, 2012).

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

Informazioni di Contatto per Servizi di Psicologia :

Fonte

Cohen S.,Gianaros P.J.,Manuck S.B.(2016) A Stage Model of Stress and Disease.Perspect Psychol Sci. 11(4): 456–463.

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